ULTIMO GIORNO NELL' "IO SONO"

 

Giovanni 6,44. RISURREZIONE NELL’ULTIMO GIORNO. QUANDO?

 Testo

  • BGT     οὐδεὶς δύναται ἐλθεῖν πρός με ἐὰν μὴ ὁ πατὴρ ὁ πέμψας με ἑλκύσῃ αὐτόν, κἀγὼ ἀναστήσω αὐτὸν ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ.
  • CEI       Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
  • NKJ      "No one can come to Me unless the Father who sent Me draws him; and I will raise him up at the last day.
  • NOV     Nemo potest venire ad me, nisi Pater, qui misit me, traxerit eum; et ego resuscitabo eum in novissimo die.
  • VLH      Chẳng ai đến với tôi được, nếu Chúa Cha là Đấng đã sai tôi, không lôi kéo người ấy, và tôi, tôi sẽ cho người ấy sống lại trong ngày sau hết.
  •   MHT אֵין אִישׁ יָכוֹל לָבוֹא אֵלַי אֶלָּא אִם כֵּן יִמְשֹׁךְ אוֹתוֹ הָאָב אֲשֶׁר שְׁלָחַנִי, וַאֲנִי אָקִים אוֹתוֹ בַּיּוֹם הָאַחֲרוֹן.
  • CNV5   如果不是差我來的父吸引人,就沒有人能到我這裡來;到我這裡來的,在末日我要使他復活。
  • CRV     Никто не сможет прийти ко Мне, если не привлечет его Отец, пославший Меня, и в последний День Я воскрешу его.
  • FBJ      Nul ne peut venir à moi si le Père qui m'a envoyé ne l'attire ; et moi, je le ressusciterai au dernier jour.
  • JAS      わたしを遣わした父が引き寄せられないかぎり、だれもわたしのところに来ることはできません。わたしは終わりの日にその人をよみがえらせます。
  • TUR      Beni gönderen Baba bir kimseyi bana çekmedikçe, o kimse bana gelemez. Bana geleni de son günde dirilteceğim.

INTERPRETAZIONI DIVERSE

1. “Io lo risusciterò nell’ultimo giorno”

La frase "io lo risusciterò nell'ultimo giorno", pronunciata da Gesù in diversi passi biblici (ad esempio, Matteo 12,44, Giovanni 6,40.54), ha generato diverse interpretazioni teologiche, con sfumature differenti tra le varie confessioni cristiane.

Per comprendere appieno il significato di "ultimo giorno" in questo contesto, è necessario considerare l'ampio spettro di insegnamenti biblici sulla risurrezione e la fine dei tempi.

1. Resurrezione e giudizio

La risurrezione dei morti è un concetto centrale nella fede cristiana, affermato in vari passaggi del Nuovo Testamento. Essa rappresenta la promessa di un nuovo corpo glorificato per i credenti, libero dalla sofferenza e dalla morte.

Tuttavia, la Bibbia collega la risurrezione al giudizio finale. In Matteo 25,31-46, Gesù descrive un giudizio universale in cui le persone saranno separate in base alle loro azioni, ricevendo la vita eterna in paradiso o la condanna all'inferno.

2. Interpretazioni dell' "ultimo giorno"

Alla luce di questa connessione tra risurrezione e giudizio, l' "ultimo giorno" può essere interpretato in due modi principali:

  • Risurrezione per il giudizio: In questa prospettiva, l' "ultimo giorno" si riferisce al momento in cui tutti i morti saranno risuscitati per affrontare il giudizio finale. La risurrezione, in questo caso, non indica immediatamente l'ingresso in paradiso o all'inferno, ma precede il giudizio che determinerà la destinazione eterna di ogni individuo.
  • Risurrezione per la vita eterna: Un'altra interpretazione vede l' "ultimo giorno" come l'inizio di una nuova era eterna, in cui i credenti risuscitati entreranno definitivamente in paradiso, liberi dal peccato e dalla morte. In questo senso, la risurrezione non è solo un evento singolo, ma l'inizio di una nuova esistenza senza fine.

3. Armonizzare le diverse prospettive

Entrambe le interpretazioni presentano validi punti di riferimento biblici. Per conciliare queste prospettive, alcune correnti teologiche suggeriscono che la risurrezione avvenga in due fasi:

  • Prima risurrezione: Una prima risurrezione avverrebbe all' "ultimo giorno", riservando ai credenti la risurrezione per la vita eterna e il giudizio finale per i non credenti.
  • Seconda risurrezione: Una seconda risurrezione, alla fine dei tempi, coinvolgerebbe anche i non credenti, destinati al giudizio finale e alla condanna eterna.

4. Conclusione

La frase "io lo risusciterò nell'ultimo giorno" racchiude una promessa di vita nuova e di redenzione in Cristo. L'esatta interpretazione di "ultimo giorno" dipende dalla prospettiva teologica adottata, ma il messaggio centrale rimane la speranza nella risurrezione e nella vita eterna per coloro che credono in Gesù.

Per approfondire ulteriormente questo tema complesso, è consigliabile consultare testi teologici specifici e confrontarsi con diverse interpretazioni, sempre alla luce della Bibbia come riferimento primario.

 

2. “Oggi sarai con me in paradiso”

La frase di Gesù al ladro crocifisso "Oggi sarai con me in paradiso" (Luca 23,43), apparentemente in contrasto con l'idea di una risurrezione nell'ultimo giorno, ha suscitato domande e riflessioni teologiche nel corso dei secoli.

Per armonizzare questa apparente contraddizione, diverse interpretazioni sono state proposte:

1. Paradiso come anticipazione del cielo

  • Paradiso come luogo di attesa: In questa prospettiva, il "paradiso" a cui Gesù si riferisce non è il cielo definitivo, ma un luogo di riposo e attesa per i giusti in preparazione alla risurrezione finale. In questo senso, il ladro crocifisso, pentito e accogliente della grazia di Gesù, avrebbe ottenuto l'accesso a questo luogo di attesa paradisiaca, in anticipo rispetto alla risurrezione generale.
  • Paradiso come stato di comunione con Dio: Un'altra interpretazione vede il "paradiso" non come un luogo fisico, ma come uno stato di comunione perfetta con Dio. In questo senso, il ladro avrebbe sperimentato immediatamente questa unione con Dio, pur attendendo la risurrezione del corpo nell'ultimo giorno.

2. Tempo come dimensione relativa

  • Relatività del tempo: Alcuni studiosi suggeriscono che la percezione del tempo possa essere diversa nell'eternità rispetto al tempo terreno. In questa prospettiva, l' "oggi" pronunciato da Gesù potrebbe trascendere la sequenza temporale terrena, indicando l'immediata esperienza di salvezza e comunione con Dio per il ladro pentito, pur inserendosi nel piano più ampio della risurrezione finale.

3. Enfasi sulla salvezza individuale

Indipendentemente dalle diverse interpretazioni, la frase di Gesù al ladro crocifisso sottolinea l'affermazione di una salvezza immediata e accessibile a chiunque si penta e accetti la grazia di Dio.

La risurrezione nell'ultimo giorno, pur mantenendo la sua centralità escatologica, non esclude la possibilità di un'esperienza salvifica immediata per coloro che, come il ladro sulla croce, accolgono con fede l'amore e il sacrificio di Gesù.

4. Importanza della fede e del pentimento

In definitiva, il messaggio centrale di questo episodio risiede nell'affermare il potere salvifico di Gesù e la possibilità di redenzione anche di fronte a una morte imminente. La risposta di Gesù al ladro sottolinea l'importanza della fede, del pentimento e dell'accettazione della grazia divina come via per ottenere la salvezza, indipendentemente dal momento in cui essa avviene.

Conclusione

Armonizzare la frase di Gesù al ladro con la risurrezione nell'ultimo giorno richiede una lettura attenta dei testi biblici e una considerazione delle diverse interpretazioni teologiche. L'elemento chiave rimane l'affermazione della salvezza immediata per coloro che accolgono la fede in Gesù, senza negare l'importanza della risurrezione finale come evento cosmico e definitivo.

 

3. “Chi crede ha la vita eterna” (Gv 6,47)

 

Le affermazioni di Gesù come "chi crede in me, anche se muore, vivrà" (Giovanni 11,25) e "le mie parole sono spirito e vita" (Giovanni 6,63) possono sembrare in contraddizione con il concetto di risurrezione nell'ultimo giorno. Tuttavia, diverse interpretazioni teologiche offrono soluzioni per armonizzare questi concetti apparentemente contrastanti.

1. Vita spirituale e risurrezione fisica

  • Vita spirituale eterna: Un'interpretazione sottolinea la distinzione tra vita spirituale e vita fisica. In questo senso, chi crede in Gesù riceve una vita spirituale eterna già nel momento in cui crede, indipendentemente dalla morte del corpo fisico. La risurrezione nell'ultimo giorno, in questa prospettiva, rappresenta la riunificazione del corpo risorto con lo spirito immortale, completando la salvezza integrale dell'individuo.
  • Trasformazione spirituale: Un'altra enfasi si concentra sulla trasformazione spirituale che avviene in chi crede in Gesù. Questa trasformazione, iniziata già in questa vita, culmina nella risurrezione, dove il corpo fisico viene trasformato in un corpo spirituale glorioso, libero dalla sofferenza e dalla morte.

2. La parola di Gesù come fonte di vita

  • Parola come vita eterna: L'affermazione di Gesù che la sua parola è "spirito e vita" (Giovanni 6:63) sottolinea il potere salvifico e vivificante della sua parola. In questo senso, credere in Gesù e nelle sue parole significa ricevere già ora la vita eterna, che si manifesta anche nella trasformazione spirituale e morale del credente. La risurrezione, in questa prospettiva, conferma e completa la vita eterna già iniziata attraverso la fede.
  • Parola come anticipazione della risurrezione: La parola di Gesù può anche essere vista come un'anticipazione della risurrezione. Accogliendo la parola e vivendo secondo i suoi insegnamenti, il credente sperimenta già ora una prelibazione della vita eterna che sarà pienamente realizzata nella risurrezione del corpo.

3. Importanza della fede

Elemento centrale in tutte queste interpretazioni è il concetto di fede. Credere in Gesù e nelle sue parole significa entrare in una relazione salvifica con Dio, che porta alla vita eterna già ora e culmina nella risurrezione del corpo nell'ultimo giorno.

Conclusione

Le affermazioni di Gesù sulla vita eterna e sulla risurrezione, pur potendo sembrare contraddittorie a prima vista, trovano armonia in una lettura attenta che consideri la multidimensionalità del concetto di vita e la potenza salvifica della fede in Gesù. La risurrezione nell'ultimo giorno non nega l'esperienza di vita eterna già presente in chi crede, ma rappresenta la sua pienezza e perfezionamento, includendo anche la trasformazione del corpo fisico.

 

4. Le immagini di vita dei morti nell’Apocalisse

Le vivide immagini dell'Apocalisse, con le sue visioni di esseri viventi, della Gerusalemme celeste e dei canti di lode, possono generare domande su come conciliare queste descrizioni con il concetto di risurrezione fisica nell'ultimo giorno. Diverse interpretazioni teologiche cercano di armonizzare questi elementi apparentemente contrastanti.

1. Anticipazione della realtà celeste

  • Visioni simboliche: Un'interpretazione vede le visioni di Giovanni come rappresentazioni simboliche della realtà celeste, che non intendono descrivere letteralmente un luogo fisico, ma piuttosto la qualità e la natura della vita eterna in comunione con Dio. In questa prospettiva, gli esseri viventi e la Gerusalemme celeste rappresentano la moltitudine dei salvati che, pur attendendo la risurrezione fisica, già ora partecipano alla gioia e alla gloria del cielo.
  • Esperienza presente e futura: Le visioni apocalittiche possono essere interpretate come un'anticipazione della realtà celeste che i credenti sperimenteranno pienamente dopo la risurrezione fisica. In questo senso, esse offrono un assaggio della beatitudine eterna che attende coloro che sono fedeli a Dio.

2. Dimensione spirituale e cosmica

  • Trasformazione spirituale: Le visioni dell'Apocalisse possono essere lette come simboli della trasformazione spirituale che avviene in coloro che sono uniti a Dio. Gli esseri viventi e la Gerusalemme celeste rappresenterebbero la perfezione spirituale raggiunta dai salvati, già ora uniti a Dio in una comunione intima e gioiosa.
  • Rinnovamento cosmico: Oltre alla dimensione spirituale, le visioni apocalittiche possono essere viste come un annuncio del rinnovamento cosmico che avverrà alla fine dei tempi. La nuova Gerusalemme potrebbe simboleggiare una nuova creazione, libera dal male e dalla sofferenza, dove Dio abita con il suo popolo redento.

3. Risurrezione come trasformazione

  • Continuità tra presente e futuro: La risurrezione fisica nell'ultimo giorno non è vista come un evento isolato, ma come la trasformazione e il completamento della vita eterna già iniziata in Cristo. Le visioni apocalittiche offrirebbero uno sguardo su questa vita eterna vissuta nella sua pienezza, includendo la dimensione spirituale, cosmica e relazionale.
  • Corpi spirituali: La risurrezione, secondo alcune interpretazioni, non significa semplicemente un ritorno alla vita fisica terrena, ma una trasformazione in corpi spirituali gloriosi, adatti alla vita eterna nella Gerusalemme celeste.

4. Ultimo giorno per chi?

L' "ultimo giorno" a cui si fa riferimento nell'Apocalisse e nella risurrezione di Gesù è il culmine del piano salvifico di Dio. Esso rappresenta la fine dell'era presente segnata dal peccato e dalla morte, e l'inizio di una nuova era di giustizia, pace e comunione perfetta con Dio. Questo giorno è destinato a tutti coloro che hanno accolto la grazia e la salvezza in Gesù Cristo.

Conclusione

Le visioni dell'Apocalisse, pur presentando immagini simboliche e complesse, non negano la realtà della risurrezione fisica nell'ultimo giorno. Anzi, offrono un'anticipazione della gioia, della gloria e della comunione eterna che attendono coloro che sono uniti a Dio in Cristo. La risurrezione, in questa prospettiva, rappresenta la piena realizzazione della vita eterna, già iniziata spiritualmente in questa vita e destinata a raggiungere la sua perfezione nella nuova creazione.

[Gemini]

CONCORDANZE

  • ἔσχατος_ἡμέρα last day ULTIMO GIORNO: Gv 6,39-40.44.54; 11,24; 12,48; At 2,17; Gc 5,3; 2Pt 3,3
  • ἡμέρα_κύριος Day of the Lord GIORNO DEL SIGNORE: At 2,20; 1Cor 1,8; 5,5; 2Cor 1,14; 1Ts 5,2; 2Ts 2,2; Eb 10,25; 2Pt 3,10; Ap 1,10.

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