lunedì 23 aprile 2018

 

L'unica PORTA necessaria a tutti è CRISTO







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venerdì 8 dicembre 2017

 

Morire è necessario per risorgere in figli di Dio


MORIRE (IN CRISTO) È GUADAGNO

Paolo utilizza il verbo νεκρόω (nekróō) "morire" solo 2 volte, in
- Rm 4,19 (“Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara.”)
- e Col 3,5 (“Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria;”)
***
Le forme, verbali e nominali del “morire” e della "morte", sono molto frequenti (14) in italiano, nella traduzione dal greco del " – corpus paulinum, nella Bibbia della CEI 2008:



MORTI 54 (volte)

- da Rom 1,4 (“costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti [ἀναστάσεως νεκρῶν], Gesù Cristo nostro Signore”)
- a 2 Tm 4,1 (“Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti [ζῶντας καὶ νεκρούς], per la sua manifestazione e il suo regno…”)
NOTA FILOLOGICA: L’aggettivo νεκρός (nekròs) ricorre in 40 vv del corpus paulinum, 43 volte, da Rom 1,4 a 2Tm 4,1; cfr. Rm 8,11; 1 Cor 15,12.29, dove ricorre 2 volte in ciascun versetto.

MORTE 53

- da Rm 1,32 (“pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte [ἄξιοι θανάτου εἰσίν – digni sunt morte – are worthy of death], non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa”)
- a 2Tm 1,10 (“…la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte [τὸν θάνατον] e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del Vangelo”).
NOTA FILOLOGICA
Il sostantivo greco θάνατος (En: death, the Septuagint for מָוֶת (māwet) and מוּת (mût), but also for דֶּבֶר (deber-dever) - cfr. σκιά θανάτου - צַלְמָוֶת) è usato da Paolo in 42 vv, 47 volte;
- da Rm 1,32 a 2Tm 2,10; cfr. Rm 5,12; 7,13; 1 Cor 15,55; 2 Cor 2,16 (noi apostoli siamo il profumo di Cristo, “per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita”) (dove ricorre 2 volte in ciascun versetto)

MORTO 18

cfr. Rm 4,19; 2 Cor 5,15 (“Ed egli – Gesù, il Cristo - è morto [ἀπέθανεν] per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto [ἀποθανόντι καὶ ἐγερθέντι] per loro.”).
NOTA FILOLOGICA Il verbo ἀποθνῄσκω (apothnḗiskō) (En: to die, so as to be no more; cfr. Latin emorior; die off or out, pass away; German absterben, versterben) è in 36 vv. del cp, - da Rm 5,6 (“quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi”) a 1Ts 5,10 (“Egli – Gesù – è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.”)

MORIRE 7

in Rm 5,7 (“Ora, a stento qualcuno è disposto a morire [ἀποθανεῖται] per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire [ἀποθανεῖν] per una persona buona.”); 8,13; 1 Cor 9,15; 2 Cor 7,3; Fil 1,21; Col 3,5

MORÌ 4

in Rm 5,6 (“Infatti egli morì, e morì [2 volte ἀπέθανεν] per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio.”); 6,10; 1 Cor 15,3.

MORIAMO 4

in Rm 14,8 (“se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo [4 volte ἀποθνῄσκωμεν], siamo del Signore.”); 2 Tm 2,11.

MORIREMO 2

in 1 Cor 15,32 (“Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo”); 15,51

MORIBONDI 1

in 2Cor 6,9 (“come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo”)

MORIRETE 1

in Rm 8,13 (“perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete”)

MORIRONO 1

in Rm 5,15 (“se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio”)

MORTA 1

in 1Tm 5,6 (“la vedova “che si abbandona ai piaceri, anche se vive, è già morta”)

MORTALE 5

(è il corpo umano o la carne: in Rm 6,12; 1 Cor 15,53-54; 2 Cor 4,11; 5,4);
- il plurale, “mortali” è solo in Rom 8,11 (“E se lo Spirito di Dio, - il Padre - che ha risuscitato Gesù – il Figlio - dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali [τὰ θνητὰ σώματα ὑμῶν – mortalia corpora vestra – your mortal bodies] per mezzo del suo Spirito che abita in voi”)
NOTA FILOLOGICA: L’aggettivo θνητός (thnētós) (En: subject to death, mortal, iable to death) è usato da Paolo ancora in Rm 6,12; 1 Cor 15,53-54; 2 Cor 4,11; 5,4 (“non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale [τὸ θνητὸν] venga assorbito dalla vita”)

MORTIFICAZIONE 1

in Col 2,23: prescrizioni e insegnamenti o dottrine morali di uomini “hanno una parvenza di sapienza con la loro falsa religiosità e umiltà e mortificazione del corpo [ἀφειδίᾳ σώματος-ad non parcendum corpori-neglecting of the body] ma in realtà non hanno alcun valore se non quello di soddisfare la carne.”)
NOTAFILOLOGICA : ἀφειδία (apheidía) (En: as not sparing one's body severe self-control, nonindulgence, asceticism) è hapax legomenon, ricorrendo solo qui.

CONCLUSIONI PROSPETTICHE

a) chi muore in Cristo, morto crocifisso, anche senza assistenza ecclesiastica o sacramentale, risorge con lui;

b) non mortificarsi da questo mondo, dal pensare secondo gli uomini, significa essere già morti – da disperati

c) è il battesimo che immedisima il credente nel vangelo di Paolo, nel Cristo stesso – e Cristo è l’unico capace per potenza dello Spirito e volontà del Padre, di risorgere da morte e vivere in eterno

d) la morte è un esodo pasquale personale, da uomo vecchio a figlo e figlia del Padre in Cristo, l’unica Via per arrivare insieme e tutti a Casa


e) I figli e le figlie di Dio sono anche eredi nel Figlio della stessa sua vita divina, immortale ed eterna; perciò anche coeredi del cielo e della terra. a.c.

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sabato 29 luglio 2017

 

AMIAMOCI A VICENDA

  

amiamoci a vicenda

ἀγαπῶμεν ἀλλήλους
agapō̂men allḗlous



la forma ἀγαπῶμεν,

è un congiuntivo o soggiuntivo presente attivo, di 1° persona plurale, di ἀγαπάω.
Se il verbo ἀγαπάω “amo” è presente in 378 versetti, della Bibbia greca che comprende 88 libri (la LXX  + 27 libri del NT)


la forma ἀγαπῶμεν

è solamente in 1 Gv 3,11.14.18.23; 4,7.12.19; 5,2; 2 Gv 1,5 – mai altrove nella Bibbia greca (non è nei vangeli, né in Paolo)


l’espressione ἀγαπῶμεν ἀλλήλους

è soprattutto nella prima lettera di Giovanni
in:
1 Gv 3,11.23; 4,7.12; 2 Gv 1,5


leggo 1Giovanni 4,7

BGT    
Ἀγαπητοί, ἀγαπῶμεν ἀλλήλους, ὅτι ἡ ἀγάπη ἐκ τοῦ θεοῦ ἐστιν,
καὶ πᾶς ὁ ἀγαπῶν ἐκ τοῦ θεοῦ γεγέννηται καὶ γινώσκει τὸν θεόν.
Agapētoí, agapō̂men allḗlous, hóti hē agápē ek toû theoû estin,
kaì pâs ho agapō̂n ek toû theoû gegénnētai kaì ginṓskei tòn theón.

MGK   
Ἀγαπητοί, ἄς ἀγαπῶμεν ἀλλήλους, διότι ἡ ἀγάπη εἶναι ἐκ τοῦ Θεοῦ,
καὶ πᾶς ὅστις ἀγαπᾷ ἐκ τοῦ Θεοῦ ἐγεννήθη καὶ γνωρίζει τὸν Θεόν.
Agapitoí, ás agapómen allílous, dióti i agápi eínai ek toú Theoú,
kaí pás óstis agapá ek toú Theoú egenníthi kaí gnorízei tón Theón.

VUL
carissimi diligamus invicem quoniam caritas ex Deo est et omnis qui diligit ex Deo
natus est et cognoscit Deum

CEI
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio:
chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio.



vocabolario Strong di ἀγαπάω


G25
ἀγαπάω {agapao - agapáō}
Meaning:
1) of persons: to welcome, to entertain, to be fond of, to love dearly
2) of things: to be well pleased, to be contented at or with a thing

  

Espansione semantica italiana


Sinonimi e contrari

amore,   s. m. ▪ eros (colto) - ▪ [tipo di] passione, affetto, affezione, adorazione, tenerezza, trasporto, carità (lett.) - CONTR.  odio, malanimo  - ▪ dedizione ▪ pietà ▪ [per attività, per interessi] predilezione ▪ [tra persone] (est.) avventura, relazione ▪ [rif. a una persona] (est.) amante, compagno, amato (fig.), bene, sole (fig.), fiamma (fig.), cuore (fig.) ▪ accuratezza, zelopresente in

Altri sinonimi
amore /a'more/ s. m. [dal lat. amor -ōris]. - 1. [sentimento di viva affezione verso una persona] ≈ ↑ adorazione, culto, idolatria, passione. ↓ affetto, (non com.) affezione, amorevolezza, attaccamento, bene, inclinazione, predilezione, trasporto.


CONTRARIO ALL’AMORE
disamore,
disprezzo,
indifferenza,
odio
….


Equivalenze greco (NT) - ebraico (AT)

in genere il verbo ἀγαπάω (agapáō), “io amo”, è usato dai LXX per rendere – אָהַב (ʾāhab – ahav)

Studio on line dei termini ebraici e greci

vedi
G25

 אָהַב 'ahab {ʾāhab - ahav} or אָהֵב 'aheb {ʾāhēb - ahev}
Meaning:  1) to love 1a) (Qal) 1a1) human love for another, includes family, and sexual 1a2) human appetite for objects such as food, drink, sleep, wisdom 1a3) human love for or to God 1a4) act of being a friend 1a4a) lover (participle) 1a4b) friend (participle) 1a5) God's love toward man 1a5a) to individual men 1a5b) to people Israel 1a5c) to righteousness 1b) (Niphal) 1b1) lovely (participle) 1b2) loveable (participle) 1c) (Piel) 1c1) friends 1c2) lovers (fig. of adulterers) 2) to like


Il greco ἀγαπάω (agapáō), “io amo” equivale all’ebraico אָהַב 'ahab


è presente in almeno 140 versetti del testo biblico (il TM ebraico – la LXX greca), a partire
da Gn 22,2
Dio Riprese, parlando ad Abramo:
«Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va' nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò»

fino Ml 2,11
Giuda è stato sleale e l'abominio è stato commesso in Israele e a Gerusalemme. Giuda infatti ha osato profanare il santuario caro al Signore e ha sposato la figlia di un dio straniero!




leggi almeno

Gen 25,28; Dt 21,15; 1 Sam 20,17; 2 Sam 19,6; Gb 19,19; Sal 11,5; 40,16; 70,4; 145,20; Qo 9,9; Ger 14,10; Ez 16,37; Os 9,10; Ml 1,2 (“Vi ho amati, dice il Signore. E voi dite: «Come ci hai amati?». Non era forse Esaù fratello di Giacobbe? Oracolo del Signore. Eppure ho amato Giacobbe”)


Paralleli letterali di ἀγαπῶμεν ἀλλήλους

solo nel corpus johanneum – li leggo uno per uno in BW; tu puoi rileggerti con calma in qualsiasi testo greco o italiano – o in altre lingue:

Gv 13,34-35; 15,12.17; Rm 13,8; Gal 5,13; Ef 4,2; 1 Ts 3,12; 4,9; 2 Ts 1,3; Eb 10,24; 1 Pt 1,22; 5,14; 1 Gv 3,11.23; 4,7.11-12; 2 Gv 1,5



Conclusioni prospettiche


Carissimi, amiamoci gli uni gli altri,
perché l'amore è da Dio:
chiunque ama è stato generato da Dio
e conosce Dio.
(1Giovanni 4,7);
cfr. 1 Gv 3,11.14.18.23; 4,7.12.19; 5,2;
2 Gv 1,5:
“…non per darti un comandamento nuovo,
ma quello che abbiamo avuto da principio:
che ci amiamo gli uni gli altri”

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