Aspettativa intensa, dal nazionale all'universale: Punto di ancoraggio è Cristo
ASPETTATIVA - PAROLE CHIAVE NELLA BIBBIA GRECA ED EBRAICA
Questa è un'analisi per comprendere la
dinamica della fede biblica. Nella Scrittura, il campo semantico di
"attesa, aspettativa e speranza" non si riferisce quasi mai a un
semplice desiderio umano ("spero che faccia bel tempo"), ma a una
postura esistenziale e teologica basata sulla fiducia nella fedeltà di Dio.
La differenza cruciale rispetto al pensiero
moderno è che la speranza biblica è certa: non è un "forse",
ma un "non ancora".
Ecco l'analisi dettagliata dei termini ebraici
e greci.
PARTE I: L'Antico Testamento (Ebraico)
Nell'AT, l'attesa e la speranza sono
profondamente radicate nell'Alleanza. Israele aspetta che Yahweh agisca per
liberare, salvare e mantenere le Sue promesse. È un'attesa spesso faticosa, che
richiede di "tendere" l'anima verso Dio quando le circostanze esterne
sembrano contrarie.
1. La Terminologia dell'Attesa Tesa e della Speranza
קָוָה
(Qavah)
- Definizione: La radice suggerisce l'idea
di torcere o tendere (come una corda). Significa aspettare con ansia,
sperare, cercare con impazienza. È un'attesa attiva, una tensione verso
Dio che rinnova le forze. È
il termine più comune per la speranza dinamica.
- Contesto: Spesso usato quando le risorse
umane sono esaurite e si attende l'intervento divino.
- Versetti:
- Isaia 40,31: "Ma quanti sperano (qoye,
participio di qavah) nel Signore riacquistano forza, mettono ali
come aquile..." (Qui l'attesa non è passiva, ma rinvigorente).
- Salmo 27,14: "Spera (qaveh)
nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera (ve-qaveh)
nel Signore".
תִּקְוָה
(Tiqwah)
- Definizione: Sostantivo derivato da qavah.
Significa "speranza", "aspettativa", ma anche
letteralmente "corda" o "filo" (come il filo scarlatto
di Raab in Giosuè 2,18). Indica qualcosa di concreto a cui aggrapparsi per
il futuro.
- Contesto: Usato per indicare un futuro
non vuoto, ma riempito dalla promessa di Dio.
- Versetti:
- Geremia 29,11: "...progetti di pace
e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza (tiqwah)."
- Proverbi 23,18: "Poiché certamente
c'è un futuro e la tua speranza (tiqwatəka) non sarà delusa".
2. La Terminologia dell'Attesa Paziente e Sofferente
יָחַל
(Yachal)
- Definizione: Aspettare, sperare, ma con
una sfumatura di pazienza, e talvolta di attesa dolorosa o di
supplicazione. È un'attesa che "sta sotto" il peso della prova,
confidando nella parola di Dio.
- Contesto: Spesso associato all'attesa del
perdono o della parola di Dio in mezzo alla sofferenza.
- Versetti:
- Salmo 130,5: "Io spero (qiviti,
da qavah) nel Signore, l'anima mia spera; io confido (ho-chalti,
da yachal) nella sua parola." (Nota il parallelo tra i due
termini).
- Lamentazioni 3,24: "«Il Signore è
la mia parte», dice l'anima mia, «perciò spererò (ochil, da yachal)
in lui»."
חָכָה
(Chakah)
- Definizione: Attendere, aspettare un
evento o una persona specifica. Spesso implica un ritardo che mette alla
prova la pazienza.
- Contesto: Usato per l'attesa della
visione profetica o dell'intervento di Dio che sembra tardare.
- Versetti:
- Abacuc 2,3: "Perché la visione...
se indugia, attendila (chakeh-lo), perché certo verrà e non
tarderà".
3. L'Aspettativa/Fiducia
מִבְטָח
(Mivtach) / בָּטַח
(Batach)
- Definizione: Sebbene significhi
primariamente "fiducia" o "sicurezza", è spesso il
fondamento dell'aspettativa biblica. È la sicurezza che deriva dall'appoggiarsi a Dio.
- Versetti:
- Salmo 71,5: "Perché sei tu,
Signore, la mia speranza (tikvati), la mia fiducia (mivtachi)
fin dalla mia giovinezza".
PARTE II: Il Nuovo Testamento (Greco)
Nel NT, il campo semantico subisce una svolta
cristologica. L'attesa non è più per la prima venuta del Messia, ma si basa
sulla certezza della Sua risurrezione (speranza realizzata) e guarda alla Sua
seconda venuta e alla vita eterna (speranza escatologica).
1. La Speranza come Virtù Teologale
ἐλπίς (Elpis) / ἐλπίζω (Elpizō)
- Definizione: Nel greco classico poteva
indicare una semplice aspettativa, anche negativa (timore). Nel NT diventa
un termine tecnico per la "speranza cristiana": un'aspettativa
certa e gioiosa dei beni futuri promessi da Dio, basata sulla risurrezione
di Cristo. Non è un "speriamo che...", ma una certezza
proiettata nel futuro.
- Contesto: È una delle tre virtù teologali
(fede, speranza, carità). È
l'ancora dell'anima.
- Versetti:
- Romani 8,24-25: "Poiché nella
speranza (elpidi) siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera (elpizomenon),
se è visto, non è più oggetto di speranza (elpis)... Ma se
speriamo (elpizomen) quello che non vediamo, lo attendiamo con
perseveranza."
- 1 Pietro 1,3: "...ci ha rigenerati
per una speranza viva (elpidza zōsan) mediante la risurrezione di
Gesù Cristo dai morti".
2. L'Attesa come Perseveranza e Pazienza
Nel NT, l'attesa del ritorno di Cristo
richiede una postura etica di resistenza attiva.
ὑπομονή (Hypomonē)
- Definizione: Letteralmente "rimanere
sotto". È la perseveranza, la costanza, la capacità di sopportare
prove e tribolazioni senza perdere la fede, nell'attesa del compimento. È una "pazienza coraggiosa".
- Contesto: Necessaria per il tempo
intermedio tra la prima e la seconda venuta di Cristo, segnato da
persecuzioni.
- Versetti:
- Romani 5,3-5: "...sapendo che la
tribolazione produce pazienza (hypomonēn), la pazienza una virtù
provata e la virtù provata la speranza (elpis)."
μακροθυμία
(Makrothymia)
- Definizione: "Grandezza
d'animo", lunganimità. È la pazienza nel senso di saper aspettare a
lungo prima di reagire, specialmente nei confronti delle persone o dei
ritardi di Dio.
- Versetti:
- Giacomo 5,7: "Siate dunque pazienti
(makrothymēsate), fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate
l'agricoltore: egli aspetta (ekdechetai) il prezioso frutto della
terra, pazientando (makrothymōn) finché abbia ricevuto le
piogge..."
3. L'Aspettativa Intensa ed Escatologica
ἀποκαραδοκία (Apokaradokia)
- Definizione: Un termine molto espressivo
che significa letteralmente "attendere con la testa tesa in
avanti", "guardare lontano con ansia". Indica un'aspettativa ardente, intensa,
concentrata su un evento futuro.
- Contesto: Usato per l'attesa della
creazione per la rivelazione finale dei figli di Dio.
- Versetti:
- Romani 8,19: "L'ardente aspettativa
(apokaradokia) della creazione è protesa verso la rivelazione dei
figli di Dio".
προσδέχομαι
(Prosdechomai)
- Definizione: Accogliere, ricevere, e per
estensione aspettare con l'intenzione di accogliere. È un'attesa pronta all'ospitalità
dell'evento.
- Versetti:
- Tito 2,13: "...nell'attesa (prosdechomenoi)
della beata speranza (elpis) e della manifestazione della gloria
del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo".
PARTE III: Tabella Comparativa (Antico vs Nuovo Testamento)
|
Caratteristica |
Antico
Testamento (Ebraico) |
Nuovo Testamento
(Greco) |
|
Termini Chiave |
Qavah
(tensione), Tiqwah (corda/futuro), Yachal (attesa sofferente). |
Elpis (certezza
futura), Hypomonē (perseveranza), Apokaradokia (attesa
ardente). |
|
Oggetto
dell'Attesa |
L'intervento storico di Yahweh, la
liberazione dai nemici, il dono della Terra, l'avvento del Messia davidico. |
La Parusia (seconda venuta di Cristo), la
risurrezione dei morti, la vita eterna, la "beata speranza". |
|
Fondamento |
Il Patto (Alleanza) con Abramo e Mosè; la
fedeltà storica di Dio verso Israele. |
La Nuova Alleanza nel sangue di Cristo;
l'evento storico della Risurrezione come caparra del futuro. |
|
Natura
dell'Attesa |
Spesso "dentro il tempo",
un'attesa di restaurazione terrena e nazionale (pur con spunti escatologici
nei profeti). |
Fortemente escatologica e "già/non
ancora": la salvezza è già avvenuta, ma si attende il suo pieno
compimento. |
|
Sfumatura
Dominante |
La tensione fiduciosa (qavah) che
rinnova le forze nel presente difficile; la corda (tiqwah) a cui
aggrapparsi. |
La certezza gioiosa (elpis) che
genera perseveranza (hypomonē) di fronte alla persecuzione. |
Sintesi Finale: Somiglianze e Differenze
L'analisi del campo semantico rivela una
profonda continuità e una marcata evoluzione tra i due Testamenti.
Somiglianze (Il Filo Rosso):
- NON È UN "FORSE": Sia nell'AT (tiqwah)
che nel NT (elpis), la speranza non è un pio desiderio, ma una
certezza basata sulla natura immutabile di Dio. Sperare significa fidarsi
della Sua promessa più che delle circostanze visibili.
- ATTESA ATTIVA: L'attesa biblica non è mai
passività o rassegnazione. In ebraico (qavah) è una tensione che
rinvigorisce; in greco (hypomonē) è una resistenza attiva sotto il
peso della prova. L'attesa
genera etica.
- DIO COME OBIETTIVO ULTIMO: Che si aspetti
la pioggia, la liberazione politica o la risurrezione, l'oggetto ultimo
dell'attesa è sempre il Signore stesso ("Io spero nel Signore",
Sal 130).
Differenze (Lo Spostamento Cristologico):
- Dal Nazionale all'Universale/Escatologico: L'AT si concentra spesso sulla speranza di Israele come nazione
(terra, tempio, regno). Il NT espande questa speranza a una dimensione
cosmica (nuovi cieli e nuova terra) e personale (risurrezione del corpo),
accessibile a tutte le genti.
- Il Punto di Ancoraggio: Nell'AT si spera
in ciò che Dio farà basandosi su ciò che ha fatto (Esodo).
Nel NT, si spera in ciò che Cristo farà (ritorno) basandosi sul
fatto che Egli è già venuto e risorto. La risurrezione di Gesù
trasforma la speranza da una promessa scritta, documentata a una realtà
vivente (elpis zōsa, 1 Pt 1,3).
- L'Intensità: L'introduzione di termini
come apokaradokia (attesa con la testa tesa) nel NT suggerisce
un'urgenza escatologica tipica della prima comunità cristiana, che viveva
nell'imminenza del ritorno del Signore.
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