Post

Il «Vangelo» prima dei Vangeli: origine kerygmatica e rivelazione del Risorto in Paolo

Immagine
   L'Ermeneutica Paolina del «Vangelo» e la Rivelazione del Risorto Nel dibattito storico-critico sulle origini cristiane e sulla questione sinottica, il termine «vangelo» ( euangélion ) viene spesso sovrapposto alla produzione dei quattro libri canonici. Tuttavia, un'indagine radicata nell'ermeneutica paolina impone una radicale inversione prospettica. Come emerge nell'incipit della Lettera ai Galati (Gal 1,1-6), Paolo definisce la propria identità apostolica e il contenuto del vangelo non a partire da una tradizione biografica o da un'investitura umana, ma da una rivelazione diretta del Risorto. -  Per l'Apostolo, l'evangelizzatore non è il redattore di una cronaca terrena, bensì il banditore di un evento apocalittico e salvifico: la morte e risurrezione del Cristo. L' euangélion paolino è anzitutto annuncio ( kerygma ), "proclama" vivente della vittoria di Gesù sulla morte. La comprensione del genere letterario "Vangelo" e delle c...

Inerranza, infallibilità e Parola viva: Le dottrine umane di fronte al Kerygma del Cristo Risorto

Immagine
 La riflessione teologica sull'inerranza biblica e sull’infallibilità papale solleva un interrogativo fondamentale: fino a che punto i costrutti dogmatici e le categorie concettuali elaborate nel corso della storia riescono a racchiudere il mistero della Rivelazione? Quando il dibattito si focalizza primariamente sull'assenza di errore nei testi o sulle garanzie istituzionali delle definizioni magisteriali, si corre il rischio di ridurre il Vangelo a un sistema normativo, una legge o un regolamento dottrinale. Al contrario, il Nuovo Testamento presenta la Parola di Dio non come un insieme di proposizioni astratte, ma come la persona stessa di Gesù Cristo e l'evento storico del kerygma — la Sua morte, sepoltura, risurrezione e le apparizioni ai testimoni scelti. Come si pongono dunque le dottrine umane dell'inerranza e dell'infallibilità di fronte a un Vangelo che è anzitutto evento vivente di salvezza? Continua a leggere DA QUI - Scarica il pdf

Gesù, Paolo e il Papa Romano: L'Escatologia Dilatata e la Frattura con il Regno di Dio Immediato

Immagine
  Esiste una distanza incommensurabile tra il movimento messianico nato sulle strade della Galilea e l'odierna struttura del Papato romano. Da un lato vi è il Gesù storico di Luca 9,57-62, che proclama l'urgenza indilazionabile del Regno di Dio, chiedendo un discepolato spogliato di ogni sicurezza materiale e familiare; dall'altro vi è la cattedra di Roma, erede dell'apparato giuridico, politico e sacrale dell'Impero Romano. Il punto di svolta teologico di questa frattura risiede nell'interpretazione dell'escatologia. Il kerygma paolino annuncia la morte e risurrezione di Cristo come il giudizio definitivo sulle istituzioni gerarchiche civili e religiose esistenti (la "fine del vecchio mondo" babelico, babilonico, ebraico, greco e romano) e l'inaugurazione della kainè ktisis (la nuova creazione), in cui l'uomo nuovo riconosce come unico capo, profeta, re e sacerdote definitivo Gesù Cristo, Figlio di Dio. Tuttavia, con il ritardo percepito ...

Accoglienza Cristiana tra Luca, Paolo e Pietro: Dal Soccorso Sociale all'Adesione Kerygmatica

Immagine
  Il concetto di accoglienza rappresenta uno dei nuclei teologici e concettuali più complessi del Nuovo Testamento. Nella cultura contemporanea, l'atto dell'accogliere viene spesso ricondotto a un'etica filantropica universalistica o a un dovere di solidarietà sociale. Tuttavia, un'analisi esegetica dei testi lucani, paolini e petrini rivela uno scarto semantico e teologico fondamentale: l'accoglienza cristiana non si esaurisce nell'ospitalità umanitaria, ma si costituisce come evento kerygmatico, cristologico ed ecclesiale. - L'ospitalità sociale risponde a una logica di soccorso e inclusione nell'ordine immanente; l'accoglienza evangelica, al contrario, introduce una dinamica trascendente in cui il soggetto accolto — sia esso il piccolo, il povero, il perseguitato o l'apostolo — incarna e veicola la presenza stessa di Cristo. L'azione di fare spazio all'altro diventa così lo spazio di verifica dell'adesione alla Parola della croce e...

Roberto Bellarmino e la Chiesa Romana: L'Apologetica Tridentina di fronte al Kerygma Paolino

Immagine
 Il documento analizza il contrasto stridente tra l'ecclesiologia apologetica di Roberto Bellarmino, fondata sulla societas perfecta istituzionale, gerarchica e giuridica della Controriforma, e l'originario kerygma paolino della grazia incondizionata. Attraverso il vaglio critico dei dodici dogmi bellarminiani, della coercizione nei casi di Bruno e Galileo e della potestas indirecta, l'autore evidenzia il progressivo scostamento dall'annuncio apostolico incentrato sulla Croce. Il testo richiama la Chiesa al primato salvifico del Vangelo e della libertà dello Spirito, superando l'irrigidimento dogmatico e giurisdizionale. Continua la lettura DA QUI  o esporta liberamente il pdf  

Dialogo Interreligioso o Kerygma? Analisi Critica e Teologica del Documento Vaticano «Un Cammino di Speranza»

Immagine
 Il recente documento vaticano «Un cammino di speranza» promuove il dialogo interreligioso e la fraternità universale, ma pone un drammatico interrogativo teologico: la tendenza a subordinare l’annuncio di Cristo ( Kerygma ) alla ricerca del consenso secolare. Alla luce degli Atti degli Apostoli  e del Corpus Paulinum , l’unicità salvifica di Gesù rimane il fondamento non negoziabile della chiesa e del suo magistero. Se dialogo, pace e carità smettono di essere frutti del Vangelo per sostituirsi ad esso, si ricade nel severo monito di Cristo a Pietro: pensare secondo gli uomini e non secondo Dio. Continua la lettura DA QUI e scarica il documento per farne uso liberamente. 

Maria di Nazareth: Esame esegetico sulla discendenza davidica tra mito e rigore paolino

Immagine
  Di fronte all'antifona del Libro delle Ore (del giorno della Natività di Maria, l’8 settembre, prima antifona delle Lodi) che proclama Maria 'della stirpe regale di Davide', e “della tribù di Giuda” sorge un interrogativo, tanto filologico quanto teologico. È lecito alla chiesa di Roma sovrapporre tradizioni apocrife e costruzioni a posteriori al silenzio delle Scritture? La pretesa di fondare la messianicità di Gesù su una discendenza biologica di Maria appare, a un'analisi esegetica, come una forzatura 'secondo la lettera' che rischia di sviare l'attenzione dal senso profondo del Mistero. Se leggiamo il testo biblico spogliandolo da incrostazioni apologetiche e culturali (greco-romane) emerge un dato evidente: le genealogie di Matteo e Luca si strutturano sulla paternità legale di Giuseppe, non sulla biologia di Maria. In questa sede, intendo analizzare questo scollamento tra il dato scritturistico (regula fidei - immutabile) e la tradizione, cercando di...