Gesù, Paolo e il Papa Romano: L'Escatologia Dilatata e la Frattura con il Regno di Dio Immediato
Esiste una distanza incommensurabile tra il movimento messianico nato sulle strade della Galilea e l'odierna struttura del Papato romano. Da un lato vi è il Gesù storico di Luca 9,57-62, che proclama l'urgenza indilazionabile del Regno di Dio, chiedendo un discepolato spogliato di ogni sicurezza materiale e familiare; dall'altro vi è la cattedra di Roma, erede dell'apparato giuridico, politico e sacrale dell'Impero Romano. Il punto di svolta teologico di questa frattura risiede nell'interpretazione dell'escatologia. Il kerygma paolino annuncia la morte e risurrezione di Cristo come il giudizio definitivo sulle istituzioni gerarchiche civili e religiose esistenti (la "fine del vecchio mondo" babelico, babilonico, ebraico, greco e romano) e l'inaugurazione della kainè ktisis (la nuova creazione), in cui l'uomo nuovo riconosce come unico capo, profeta, re e sacerdote definitivo Gesù Cristo, Figlio di Dio. Tuttavia, con il ritardo percepito ...