OBBEDIRE SOLO A DIO COME CRISTO BASTA

 

Giovanni 6,40. Un'analisi approfondita per il cristiano

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Giovanni 6,40 rappresenta un versetto cruciale all'interno del discorso sul pane di vita, pronunciato da Gesù durante la moltiplicazione dei pani e dei pesci. In questo breve passo, si intrecciano temi teologici profondi che meritano un'attenta analisi, sia alla luce dei passi paralleli che nel contesto del capitolo 6.


1. "La volontà del Padre mio": obbedienza e unità

L'espressione "la volontà del Padre mio" ricorre frequentemente nei Vangeli, rivelando la profonda unità tra Gesù e il Padre. In Giovanni 6,40, essa assume un significato specifico: Gesù sottolinea che la sua missione sulla terra è in perfetta sintonia con il piano salvifico di Dio. La sua obbedienza al Padre si concretizza nel donare la vita eterna a tutti coloro che credono in lui.

Passi paralleli

  • Giovanni 4,34: "Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera."
  • Giovanni 5,19: "In verità vi dico: il Figlio non può fare nulla da solo, ma solo quello che vede fare dal Padre; e quello che fa il Padre, anche il Figlio lo fa allo stesso modo."
  • Giovanni 8,29: "E io faccio sempre ciò che gli piace."

 

2. "Chiunque vede il Figlio e crede in lui": fede e conoscenza

L'azione di "vedere" il Figlio non si limita a una mera percezione fisica, ma implica un riconoscimento profondo della sua identità divina. Credere in lui significa aderire a questa verità con fiducia e obbedienza, accogliendolo come Signore e Salvatore.

Passi paralleli

  • Giovanni 14,1: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me."
  • Giovanni 20,29: "Perché hai visto, hai creduto. Beati quelli che non hanno visto eppure hanno creduto."
  • Atti 16,31: "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato tu e la tua famiglia."

 

3. "Abbia la vita eterna": qualità e non solo durata

La vita eterna non si limita a un'esistenza prolungata nel tempo, ma rappresenta una nuova qualità di vita, caratterizzata da una profonda comunione con Dio. È una partecipazione alla vita divina stessa, che si manifesta già nel presente e raggiunge la sua pienezza nell'eternità.

Passi paralleli

  • Giovanni 3,16: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito, affinché chiunque creda in lui non muoia, ma abbia la vita eterna."
  • Giovanni 17,3: "Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato."
  • 1 Giovanni 5,11-13: "E questa è la testimonianza: Dio ci ha donato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio non ha la vita. Vi scrivo queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio."

 

4. "E io lo risusciterò"

1 Corinzi 15,20-26: "... sottoposto tutte le cose; e quando tutto gli sarà stato sottoposto, allora anche il Figlio stesso si sottometterà a colui che gli ha sottoposto tutte le cose, affinché Dio sia tutto in tutti." La risurrezione di Gesù rappresenta la vittoria definitiva sul peccato e sulla morte. Essa è la garanzia che la promessa della vita eterna non è un'illusione, ma una realtà solida e inconfutabile.

Passi paralleli

  • Matteo 28,6: "Egli è risorto! Non è qui. Ecco il luogo dove era stato deposto."
  • 1 Corinzi 15,20-26: "Ma ora, Cristo è risorto dai morti, primizia di quelli che dormono. Infatti, come per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Come in Adamo tutti muoiono, così anche in Cristo tutti saranno vivificati. Ma ciascuno a suo ordine: prima Cristo, primizia dei risorti; poi quelli che sono di Cristo, al suo ritorno. Poi verrà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver annientato ogni principato e ogni potestà e forza. Poiché egli deve regnare finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte.”

 

5. "Nell'ultimo giorno": quando?

L'espressione "nell'ultimo giorno" si riferisce al momento in cui Dio compirà definitivamente la sua opera di salvezza. Esso include la risurrezione dei morti, il giudizio finale e l'instaurazione del Regno eterno di Dio. La Bibbia non fornisce una data precisa per questo evento, ma lo presenta come una realtà certa e imminente.

Passi paralleli:

  • Matteo 24,6: "E sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché queste cose devono accadere; ma la fine non è ancora venuta."
  • 2 Pietro 3,9-13: "Il Signore non tarda a mantenere la sua promessa, come alcuni credono, ma è paziente verso di voi, non volendo che nessuno perisca, ma che tutti giungano a ravvedimento. Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in quel giorno i cieli si dissolveranno con fragore, gli elementi si consumeranno bruciando e la terra e tutte le opere che vi sono sopra saranno distrutte. Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, come dovete essere voi in santità di vita e di pietà, aspettando e affrettando la venuta del giorno di Dio, mediante il quale i cieli, essendo in fiamme, si dissolveranno e gli elementi si consumeranno bruciando. Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una nuova terra, dove abiterà la giustizia."

 

Insegnamenti per il cristiano

La lettura e la proclamazione del Vangelo di Giovanni 6,40 offrono al cristiano adulto e responsabile preziosi insegnamenti:

  • Obbedienza a Dio: La vita del cristiano è chiamata ad essere conforme alla volontà del Padre, seguendo l'esempio di obbedienza e dedizione di Gesù.
  • Fede in Gesù Cristo: La fede è l'elemento chiave per accedere alla vita eterna. Accogliere Gesù come Signore e Salvatore significa entrare in una relazione profonda con Dio.
  • Qualità della vita eterna: La vita eterna non è solo un prolungamento dell'esistenza terrena, ma una nuova realtà di comunione con Dio, caratterizzata da gioia, pace e amore infiniti.
  • Speranza nella risurrezione: La risurrezione di Gesù è motivo di speranza e di consolazione per il cristiano. Essa rappresenta la vittoria definitiva sul peccato e sulla morte, e anticipa la pienezza del Regno di Dio.
  • Preparazione per l'ultimo giorno: La consapevolezza dell'imminenza del giudizio finale spinge il cristiano a vivere una vita santa e responsabile, nell'attesa del ritorno di Cristo.

Proclamare il Vangelo con fedeltà e passione significa non solo trasmettere parole, ma donare speranza, consolazione e forza ai fratelli nella fede. In un mondo spesso segnato da incertezza e paura, la promessa della vita eterna in Cristo Gesù risuona come un messaggio di luce e di salvezza per tutti coloro che accolgono con fede il dono d'amore di Dio.

Conclusione

Giovanni 6,40 rappresenta una gemma preziosa all'interno del Vangelo di Giovanni. La sua analisi approfondita, illuminata dai passi paralleli e dal contesto del capitolo 6, svela tesori di sapienza teologica e offre insegnamenti di grande valore per la vita del cristiano. Proclamare questo messaggio con fedeltà e passione significa compiere un'opera di grande valore per la comunità e per il mondo intero.

[Gemini]

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