NON AVER PAURA, NON TACERE

 

Il cristiano, testimone di Cristo non deve temere nessuno

Atti 18,9-18. Il Signore disse a Paolo: Non aver paura, continua a parlare e non tacere.

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Note di ambientazione storica e biblica

1. CORINTO

Per delineare un quadro completo di Corinto al tempo di Paolo, è necessario contestualizzare la città storicamente e religiosamente, analizzando i suoi aspetti salienti e il rapporto che si instaurò tra l'apostolo e la sua comunità.

Profilo storico

  • Posizione e importanza: Corinto, situata nell'Istmo di Corinto che collega il Peloponneso alla Grecia settentrionale, era un importante centro commerciale e strategico. Era un crocevia di rotte marittime e terrestri, fattore che contribuì alla sua prosperità e cosmopolitismo.
  • Popolazione: La città era popolata da una mescolanza di greci, romani, ebrei e altre provenienze, creando un ambiente multiculturale e vivace.
  • Società: La società corinzia era stratificata, con una netta divisione tra classi sociali. Accanto a una ricca élite mercantile, vi era una numerosa classe operaia e una significativa presenza di schiavi.
  • Religione: Corinto era un centro religioso politeista, con il culto di numerose divinità greche e romane, tra cui Afrodite, divinità dell'amore e della sessualità, il cui tempio era famoso in tutto il mondo antico.

Profilo religioso

  • Culto religioso: La religione permeava la vita quotidiana dei Corinzi, con riti, festività e consultazioni degli oracoli. La morale era legata alle divinità e alle loro sfere d'influenza.
  • Influenze orientali: Oltre al pantheon greco-romano, Corinto era aperta a culti orientali come quello di Cibele e Dioniso, che attiravano molti devoti con i loro riti estatici e promesse di salvezza.
  • Sinagoga ebraica: La presenza di una comunità ebraica a Corinto è attestata, con una sinagoga frequentata da Paolo e da altri ebrei.

Relazione tra Paolo e i Corinzi

  • Fondazione della comunità: Paolo giunse a Corinto durante il suo secondo viaggio missionario (Atti 18:1-18), fondandovi una comunità cristiana. Vi rimase per circa 18 mesi, istruendo i fedeli e battezzando nuovi convertiti.
  • Carattere della comunità: La comunità corinzia era vivace e diversificata, ma presentava anche problemi interni come divisioni, liti, immoralità sessuale e influenze di culti pagani.
  • Lettere ai Corinzi: Per affrontare queste difficoltà, Paolo scrisse due lettere ai Corinzi (1 Corinzi e 2 Corinzi), affrontando i temi controversi e offrendo guida spirituale alla comunità.
  • Insegnamenti di Paolo: Paolo predicava il messaggio cristiano di salvezza attraverso la fede in Gesù Cristo, invitando i Corinzi ad abbandonare le pratiche pagane e vivere secondo i principi morali cristiani.
  • Influenza di Paolo: Le lettere di Paolo ebbero un impatto profondo sulla comunità corinzia, aiutandola a maturare nella fede e ad affrontare le sfide interne.

Conclusione

Corinto, al tempo di Paolo, era una città ricca, multiculturale e densa di stimoli religiosi. La comunità cristiana, fondata da Paolo, era vivace ma presentava diverse problematiche. Le lettere di Paolo ai Corinzi rappresentano una preziosa testimonianza del rapporto tra l'apostolo e la sua comunità, offrendo spunti di riflessione sulla fede, la morale e la vita comunitaria nella Chiesa primitiva.

Personaggi chiave:

  • Paolo: Apostolo del Cristianesimo, fondatore della comunità cristiana di Corinto e autore di due lettere ai Corinzi.
  • Aquila e Priscilla: Coniugi cristiani che collaborarono con Paolo a Corinto e lo aiutarono nel suo ministero.
  • Apollo: Ebreo alessandrino eloquente, istruito da Aquila e Priscilla nella fede cristiana.
  • Demetrio: Atti 19,23-27: Demetrio, un fabbro di Corinto, era il capo di un gruppo di artigiani che producevano oggetti sacri per il culto di Artemide, la dea della caccia e della natura selvaggia. Quando l'arrivo di Paolo a Corinto e la sua predicazione contro l'idolatria minacciarono il loro commercio, Demetrio incitò i suoi concittadini contro Paolo e i cristiani, scatenando una sommossa

Attività

  • Fondazione della comunità cristiana: Paolo predicò il Vangelo a Corinto e battezzò i nuovi convertiti.
  • Istruzione dei fedeli: Paolo istruì i cristiani di Corinto nella dottrina e nella pratica della fede.
  • Scrittura delle lettere: Paolo scrisse due lettere.

2. GALLIONE

Nella Bibbia, il Gallione menzionato in Atti 18,12-17 era il proconsole della provincia romana dell'Acaia durante il regno dell'imperatore Claudio (41-54 d.C.). Era un membro della Gens Junia, una famiglia patrizia romana di antica origine. Il nome completo di Gallione era Lucio Junio Anneo Gallio Senecione.

Gallione apparteneva al ramo dei Junii Silani della Gens Junia. Questa famiglia era distinta e annoverava tra i suoi membri numerosi consoli, senatori e altre figure importanti della Repubblica romana e dell'Impero romano.

Carriera Politica

Gallione iniziò la sua carriera politica sotto l'imperatore Tiberio (14-37 d.C.) e ricoprì diverse cariche, tra cui questore ed edile. Nel 51 d.C., durante il regno di Claudio, fu nominato proconsole dell'Acaia, una provincia che comprendeva la Grecia continentale e le isole del Mar Egeo. Come proconsole, Gallione era responsabile dell'amministrazione e della giustizia nella provincia.

Atti degli Apostoli

Gallione viene menzionato negli Atti degli Apostoli quando Paolo di Tarso fu portato davanti a lui a Corinto, accusato di sovvertire l'ordine pubblico e di introdurre una nuova religione. Gallione, non trovando alcuna base per le accuse, rifiutò di processare Paolo e lo liberò.

Morte e Eredità

Gallione morì dopo il suo mandato di proconsole in Acaia, probabilmente intorno al 64 d.C. Era il fratello maggiore del famoso filosofo stoico Lucio Anneo Seneca, che scrisse diverse opere lodando il carattere e l'integrità di Gallione.

Informazioni Aggiuntive

  • Alcuni studiosi ritengono che Gallione sia stato il primo cristiano in seno alla famiglia imperiale romana, sebbene non vi siano prove definitive a sostegno di questa affermazione.
  • La figura di Gallione è stata raffigurata in diverse opere d'arte e letteratura, tra cui il romanzo "La tunica" di Lloyd C. Douglas e il film omonimo del 1953.

3. AQUILA E PRISCILLA

Priscilla e Aquila, coppia di coniugi giudei, sono figure importanti nel Nuovo Testamento, menzionate diverse volte negli Atti degli Apostoli e in una lettera di Paolo. La loro storia è intrecciata con quella di Paolo e rappresenta un esempio di fede, ospitalità e istruzione cristiana.

Chi erano

  • Aquila: Era un ebreo originario del Ponto, regione situata nell'odierna Turchia. Era fabbricante di tende, mestiere che condivideva con la moglie Priscilla.
  • Priscilla: Anche lei ebrea, probabilmente anche lei originaria del Ponto, collaborava con il marito nella gestione dell'attività.

Insieme, Priscilla e Aquila si trasferirono a Roma, ma a causa dell'editto dell'imperatore Claudio del 49 d.C. che espelleva gli ebrei dalla città, furono costretti a migrare a Corinto. Qui incontrarono Paolo, che si unì a loro lavorando come fabbricante di tende. Tra Paolo e la coppia si instaurò un forte legame di amicizia e collaborazione.

Attività e ruolo nella diffusione della fede in Cristo

  • Ospitalità: Priscilla e Aquila offrirono a Paolo ospitalità e un lavoro durante il suo soggiorno a Corinto (Atti 18,1-2). La loro casa divenne un luogo di incontro per i cristiani della zona (Atti 18,18).
  • Istruzione: Istruirono Apollo, un eloquente ebreo alessandrino, approfondendo la sua conoscenza degli insegnamenti cristiani (Atti 18,24-28).
  • Aiuto a Paolo: Aiutarono Paolo in diverse occasioni, ad esempio accompagnandolo nel suo viaggio da Efeso in Siria (Atti 18,19) e inviando saluti alle comunità cristiane (Romani 16,3).

Menzione nella Bibbia

Priscilla e Aquila sono menzionati esplicitamente in diverse parti del Nuovo Testamento:

  • Atti degli Apostoli: 18,1-2.18-19.26-27.
  • Romani: 16,3-4
  • 1 Corinzi: 16,19
  • 2 Timoteo: 4,19

Oltre a queste menzioni esplicite, si presume che Priscilla e Aquila siano tra i "collaboratori" di Paolo a cui egli fa riferimento in alcune sue lettere (ad esempio Filippesi 4,22).

Conclusione

Priscilla e Aquila furono figure devote e attive nella diffusione della fede nel Messia, durante i primi anni della Chiesa. La loro storia è un esempio di fede, ospitalità, istruzione e collaborazione nel servizio a Dio e al prossimo.

[Gemini]

 

 

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