SCONTRO TRA GESÙ E LE ISTITUZIONI RELIGIOSE

 

SCONTRO MORTALE TRA POTERE FALSO E QUELLO VERO
Commento di Marco 11,27-33. Un confronto tra l'autorità di Gesù e quella dei capi religiosi

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Contesto storico e letterario

Questo brano si colloca nel contesto del viaggio di Gesù verso Gerusalemme, dove si prepara ad affrontare la sua passione e morte. Gesù si trova nel tempio, luogo sacro del giudaismo, e il suo comportamento suscita l'indignazione dei capi religiosi (sommi sacerdoti, scribi e anziani) che lo interrogano sulla sua autorità.

Il brano è ricco di parallelismi con altri passi evangelici, come la purificazione del tempio in Giovanni 2,13-17 e la parabola dei vignaioli malvagi in Matteo 21,33-46. Questi parallelismi aiutano a comprendere meglio il significato di questo episodio e il messaggio che Gesù vuole trasmettere.

Commento versetto per versetto

Versetto 27

  • "Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme": Questo ritorno a Gerusalemme sottolinea l'importanza della città per la missione di Gesù e il culmine imminente della sua storia.
  • "E mentre egli camminava nel tempio": L'azione si svolge nel tempio, luogo centrale della religione ebraica, dove Gesù esercita la sua autorità in modo provocatorio.
  • "gli si avvicinarono i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani": Questi erano i leader religiosi ebraici, che detenevano il potere sia religioso che politico. Il loro avvicinarsi a Gesù indica la loro ostilità e il loro desiderio di metterlo alla prova.

Versetto 28

  • "Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?": Questa è la domanda cruciale che i capi religiosi pongono a Gesù. Mettono in discussione la sua legittimità ad agire come fa, soprattutto nel tempio.

Versetto 29

  • "Ma Gesù disse loro: Vi farò anch'io una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio": Gesù non risponde direttamente alla loro domanda, ma li sfida a riflettere su una questione fondamentale.

Versetto 30

  • "Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi!": Gesù sposta l'attenzione su Giovanni Battista, figura profetica molto considerata dal popolo. Il battesimo di Giovanni era un atto di penitenza e preparazione alla venuta del Messia.

Versetti 31-32

  • "E ragionavano fra loro dicendo: Se diciamo: «Dal cielo», dirà: «Perché allora non gli avete creduto?». Diciamo dunque: «Dagli uomini»?": I capi religiosi si trovano in una trappola. Se ammettono che il battesimo di Giovanni era da Dio, devono allora riconoscere l'autorità di Gesù, che Giovanni ha proclamato come il Messia. Se invece dicono che era dagli uomini, rischiano di perdere la loro credibilità agli occhi del popolo.

Versetto 33

  • "Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta": I capi religiosi sono consapevoli del sostegno popolare per Giovanni Battista e temono di contraddire la sua testimonianza su Gesù.
  • "Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo»": Di fronte alla domanda di Gesù, i capi religiosi non sanno cosa rispondere. La loro risposta è un'ammissione di impotenza e della mancanza di una vera autorità spirituale.
  • "E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose»": Gesù non rivela la fonte della sua autorità, ma il suo silenzio è eloquente. La sua autorità deriva da Dio stesso e non ha bisogno dell'approvazione degli uomini.

Sei messaggi sull'autorità di Gesù e dei sacerdoti del tempio

  1. Gesù ha un'autorità divina: Gesù non agisce per conto proprio, ma con l'autorità di Dio Padre. La sua autorità è messa in discussione dai capi religiosi, ma è confermata dalla sua stessa persona e dalle sue opere.
  2. L'autorità dei capi religiosi è usurpata: I capi religiosi ebraici detenevano il potere per tradizione, ma il loro potere era spesso corrotto e abusato. Gesù li smaschera come falsi leader che non hanno a cuore il bene del popolo.
  3. Giovanni Battista preparò la via a Gesù: Giovanni Battista fu un profeta importante che preparò la via alla venuta del Messia. La sua testimonianza di Giovanni verte sulla indentità di Gesù come il Messia, Figlio di Dio, Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. [vedi APPROFONDIMENTO]
  1. L'autorità di Gesù si basa sulla verità: Gesù non cerca il consenso dei capi religiosi, ma la verità. La sua autorità è radicata nella sua parola e nelle sue azioni, che sono in perfetta armonia con la volontà di Dio.
  2. L'autorità di Gesù è al servizio del popolo: Gesù non esercita la sua autorità per dominare o per opprimere, ma per liberare e salvare il popolo. La sua autorità è al servizio dell'amore e della giustizia.
  3. Siamo chiamati a discernere la vera autorità: Il brano di Marco 11,27-33 ci invita a discernere la vera autorità dalla falsa. L'autorità autentica si basa sulla verità, sull'amore e sul servizio, mentre l'autorità usurpata si basa sull'egoismo, sul potere e sulla paura.

Conclusione

Questo brano del Vangelo di Marco ci offre un ritratto potente di Gesù come colui che ha un'autorità divina e che sfida l'autorità corrotta dei capi religiosi del suo tempo. Il messaggio di Gesù è ancora attuale oggi: siamo chiamati a riconoscere e a seguire la vera autorità di Gesù, che ci conduce verso la vita, la libertà e la salvezza.

  • L'importanza di una fede autentica: La vera fede non si basa su credenze cieche o su tradizioni umane, ma su un rapporto personale con Gesù Cristo.
  • Il coraggio di difendere la verità: Di fronte all'opposizione e alla persecuzione, siamo chiamati a difendere la verità con coraggio e senza paura.
  • La speranza di un futuro nuovo: L'autorità di Gesù ci dà la speranza di un futuro nuovo, in cui la giustizia e l'amore di Dio regneranno su tutta la terra. 

APPROFONDIMENTO

La testimonianza di Giovanni Battista su Gesù era ricca e sfaccettata, offrendo diverse sfumature che lo identificavano come il Messia atteso e il Figlio di Dio. Ecco alcuni punti chiave della sua testimonianza:

1. Giovanni battezza Gesù: In Matteo 3, Giovanni battezza Gesù nel fiume Giordano, un evento carico di simbolismo. Il battesimo rappresentava la purificazione dai peccati e la preparazione per una nuova vita. Nel battezzare Gesù, Giovanni lo riconosce come colui che avrebbe purificato il mondo dai peccati e inaugurato una nuova era di salvezza.

2. Giovanni proclama la divinità di Gesù: In Giovanni 1,32-34, Giovanni vede lo Spirito Santo scendere su Gesù come una colomba dopo il battesimo, e dichiara: "Ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio". Questa affermazione esplicita della divinità di Gesù è centrale nella testimonianza di Giovanni.

3. Giovanni presenta Gesù come l'Agnello di Dio: In Giovanni 1,29-36, Giovanni vede Gesù avvicinarsi e lo indica come "l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo". Questa immagine evoca il sacrificio pasquale dell'agnello e prefigura la morte di Gesù come sacrificio espiatorio per i peccati dell'umanità.

4. Giovanni paragona Gesù a un profeta: In Deuteronomio 18:15-19, Mosè profetizza la venuta di un futuro profeta come lui stesso. Giovanni, in Giovanni 5:39-46, interpreta questa profezia riferendola a Gesù, definendolo "il profeta che deve venire".

5. Giovanni esalta la preesistenza di Gesù: In Giovanni 1,1-18, Giovanni presenta Gesù come il Logos, la Parola di Dio incarnata. Egli afferma che Gesù esisteva "prima di ogni cosa" ed è stato "creatore di tutte le cose". Questa enfasi sulla preesistenza e divinità di Gesù è unica nel Nuovo Testamento.

In sintesi, la testimonianza di Giovanni Battista su Gesù lo identificava come

  • Il Messia atteso, colui che avrebbe liberato il popolo di Israele.
  • Il Figlio di Dio, dotato di un'autorità divina unica.
  • L'Agnello di Dio, sacrificato per la redenzione dei peccati.
  • Un profeta potente, come Mosè, ma superiore a lui.

La testimonianza di Giovanni Battista fu fondamentale per far conoscere Gesù al popolo e per preparare la via alla sua accettazione come Messia e Salvatore.

[Gemini]

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