IL GIUSTO È CONTRADDETTO E RIGETTATO COME CRISTO

 

Sapienza 2,12-22, il giusto e gli empi - alla luce del Nuovo Testamento

Il brano del Libro della Sapienza 2,12-22 descrive la mentalità dei peccatori che complottano contro il giusto. Lo considerano un ostacolo e una condanna del loro stile di vita, e per questo decidono di eliminarlo.

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Riflessione alla luce del Nuovo Testamento

La vicenda di Gesù Cristo nel Nuovo Testamento offre una drammatica illustrazione di questo brano. I capi religiosi e le autorità del tempo, considerati i "dotti" e gli "intelligenti", si sentirono minacciati dagli insegnamenti e dalle opere di Gesù. Lo accusarono di blasfemia e lo condannarono a morte.

Paralleli con il testo

  • "Tendiamo un agguato al giusto, perché ci è molesto e si oppone alle nostre opere" (Sap 2,12): I capi religiosi e le autorità del tempo vedevano Gesù come una minaccia al loro potere e alla loro autorità.
  • "Condanniamolo ad una morte infame, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà" (Sap 2,20): Gesù fu condannato a morte ingiustamente, nonostante la sua innocenza.
  • "Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati" (Sap 2,21): I nemici di Gesù non hanno compreso la sua vera natura e il suo messaggio di salvezza. 

Significato per noi

La storia di Gesù ci insegna che la giustizia e la verità possono essere perseguitate, anche da persone che dovrebbero difenderle. Ci ricorda anche che la fede in Dio può essere motivo di sofferenza e di persecuzione.

Conclusione

Il brano del Libro della Sapienza 2,12-22 trova una tragica e profetica realizzazione nella vicenda di Gesù Cristo. La sua morte, però, non è stata l'ultima parola. È risorto dai morti, dimostrando la vittoria del bene sul male e della vita sulla morte.

Altri spunti di riflessione

  • Come possiamo essere testimoni della giustizia e della verità nel mondo di oggi?
  • Come possiamo affrontare la persecuzione e la sofferenza per la nostra fede?
  • Come possiamo avere la stessa fiducia di Gesù nella risurrezione?

Risorse per approfondire

  • Vangelo secondo Matteo 26-27
  • Vangelo secondo Marco 14-15
  • Vangelo secondo Luca 22-23
  • Vangelo secondo Giovanni 18-19; leggi già Gv 7,1-30
  • Lettera ai Filippesi 2,6-11 

Profilo del giusto e dei malvagi in Sapienza 2,12-22

Il Libro della Sapienza 2,12-22 dipinge un quadro chiaro del conflitto tra i giusti e i malvagi, sebbene non nomini individui specifici. Analizziamo le caratteristiche di ciascuno:

I malvagi:

·        Motivati dall'Egoismo (v. 12): Vedono i giusti come un "fastidio" perché le loro buone azioni mettono in luce la malvagità delle loro stesse azioni.

·        Affamati di potere (v. 12): Si sentono minacciati dai giusti, percependoli come una sfida alla loro autorità e al loro controllo.

·        Ingannevoli (v. 13): complottano e tramano per sbarazzarsi dei giusti, possibilmente dipingendoli negativamente per ottenere il sostegno pubblico per le loro azioni.

·        Violenti (v. 12, 20): Ricorrono alla violenza, cercando di eliminare i giusti attraverso "trappole" e una "morte ignobile".

·        Cechi alla verità (v. 21): La loro malizia li rende ciechi alla vera natura dei giusti e al valore che apportano.

I Giusti:

·        Difendono i valori morali (v. 12): Le loro azioni sono in contrasto con quelle malvagie, rappresentando bontà e giustizia.

·        Sono una minaccia allo Status Quo (v. 12): La loro presenza sfida i sistemi corrotti e le pratiche dei malvagi.

·        Sono potentemente schietti e franchi (v. 13): I malvagi potrebbero percepire le loro dichiarazioni come una condanna delle loro vie.

·        Sono l’obiettivo di persecuzioni (v. 12, 20): Affrontano la sofferenza e la potenziale morte a causa del loro impegno per la rettitudine.

·        Fiducia in Dio (v. 20): Nonostante la persecuzione, credono che Dio alla fine li vendicherà.

Profilo contestuale

Questo passaggio può essere applicato a varie situazioni nel corso della storia in cui i virtuosi sono ostracizzati o perseguitati da coloro che detengono il potere e danno priorità al guadagno personale. Ecco alcuni esempi biblici:

Profeti contro re: Profeti come Elia e Amos spesso sfidavano le pratiche corrotte dei re, portando alla persecuzione (ad esempio, 1 Re 19, Amos 7).

I primi cristiani:

  • Rappresentati dagli apostoli Pietro e Giovanni.
  • Predicano la resurrezione e gli insegnamenti di Gesù.
  • Attirano un vasto seguito (circa 5.000 credenti secondo Atti 4,4).

Le autorità ebraiche:

  • Principalmente sacerdoti, sadducei e il capo della guardia del tempio (Atti 4,1).
  • Infastiditi dagli insegnamenti cristiani, in particolare dalla resurrezione, in cui alcuni, come i sadducei, non credevano.
  • Si sentivano minacciati dal crescente movimento cristiano e dalla sua potenziale capacità di sovvertire l'ordine religioso stabilito.

Il conflitto:

  • Le autorità arrestarono Pietro e Giovanni per aver predicato pubblicamente Gesù (Atti 4,1-3).
  • Durante l'interrogatorio, Pietro proclamò con coraggio che Gesù era il Messia e l'unica fonte di salvezza (Atti 4,8-12).
  • Le autorità, incapaci di confutare il messaggio degli apostoli e timorose di una reazione popolare negativa, alla fine li rilasciarono con un avvertimento (Atti 4,13-23).

Questo conflitto in Atti 4 evidenzia la crescente tensione tra i primi cristiani e il giudaismo consolidato. Mentre alcuni ebrei si convertirono al cristianesimo, molti altri vedevano il nuovo movimento come una minaccia. Questa tensione sarebbe continuata e avrebbe portato a una separazione più significativa tra le due fedi.

Alcuni punti aggiuntivi da considerare

  • I primi cristiani spesso si consideravano continuatori della vera tradizione del giudaismo, adorando l'unico Dio e seguendo gli insegnamenti dei profeti.
  • Tuttavia, la loro fede in Gesù come Messia e nella sua resurrezione era un punto di disaccordo fondamentale con il giudaismo mainstream.
  • Atti descrive le autorità ebraiche con un misto di motivazioni. Mentre alcuni erano sinceramente preoccupati di mantenere l'ordine religioso, altri potrebbero essere stati spinti da gelosia personale o dalla paura di perdere la loro influenza.

[Gemini]

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