FESTE EBRAICHE NEL QUARTO VANGELO

 

Giovanni. Le feste ebraiche nel quarto Vangelo. Perché


Video Lezione su Giovanni 2,13-35



Nel Vangelo di Giovanni sono menzionate sette feste ebraiche, che assumono un ruolo chiave nella strutturazione della narrazione e nell'esposizione della cristologia:

1. Pasqua (2,13-22): Gesù purifica il Tempio, rivelando la sua autorità divina e il nuovo tempio che è il suo corpo.

2. Pentecoste (5,1-18): Gesù guarisce un infermo alla piscina di Betesda, mostrando il suo potere di donare la vita eterna.

3. Festa delle Capanne (7,1-10,21): Gesù insegna nel Tempio, proclamandosi come la luce del mondo e il pane della vita.

4. Dedicazione del Tempio (10,22-42): Gesù si confronta con i Giudei sul tema della sua identità messianica.

5. Pasqua (11,1-57): Gesù risuscita Lazzaro, anticipando la sua stessa vittoria sulla morte.

6. Cena di Pasqua (13,1-38): Gesù istituisce l'Eucaristia e lava i piedi ai suoi discepoli, insegnando l'amore e il servizio.

7. Pasqua (18,1-40; 19,1-42): Passione, morte e risurrezione di Gesù, compimento della salvezza per l'umanità.

L'intenzione dell'autore

L'autore del Vangelo di Giovanni, inserendo le feste ebraiche nella narrazione, vuole:

  • Fornire un contesto storico e religioso per la vita e l'insegnamento di Gesù.
  • Dimostrare che Gesù è il compimento e superamento delle antiche profezie e promesse legate alle feste ebraiche.
  • Rivelare la natura divina di Gesù e il suo ruolo salvifico per l'umanità.
  • Presentare Gesù come il nuovo tempio, la vera luce del mondo e il pane della vita, l’agnello pasquale, la pasqua.
  • Sottolineare il contrasto tra Gesù e le autorità religiose ebraiche che lo rifiutano, decretando in tal modo la loro fine.

 

Versetti e passi in cui ricorrono

Le sette feste ebraiche sono menzionate nei seguenti versetti e passi del Vangelo di Giovanni:

  • Pasqua: 2,13-22; 11,1-57; 18,1-40; 19,1-42
  • Pentecoste: 5,1-18
  • Festa delle Capanne: 7,1-10,21
  • Dedicazione del Tempio: 10,22-42

Oltre a queste sette feste, il Vangelo di Giovanni menziona anche altri eventi e personaggi della tradizione ebraica, come il sabato (5,10; 9,14), Mosè (5,46-47), Abramo (8,56-58) e il profeta Isaia (12,38-41).

L'utilizzo delle feste ebraiche da parte dell'autore del Vangelo di Giovanni è un esempio di come la Scrittura cristiana sia radicata nella tradizione ebraica, pur annunciandone la fine, grazie alla novità che è Cristo, parola di Dio, vita di Dio, luce del mondo, via unica per arrivare al Padre.

Per approfondire:

  • Le feste d'Israele nel Vangelo secondo Giovanni di Renzo Infante
  • Il Vangelo secondo Giovanni di Rudolf Schnackenburg
  • The Gospel According to John di Raymond E. Brown

[Gemini]

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