CENA DEL SIGNORE E PROCLAMAZIONE DEL VANGELO

 

1 Corinzi 11,23-26. La cena del Signore secondo Paolo

Video Lezione 

In 1 Corinzi 11,23-26

  • Paolo descrive la tradizione della Cena del Signore: ricezione del pane e del vino come memoria di Gesù.
  • Esortazione a un esame di coscienza: prima di partecipare alla Cena del Signore, i cristiani devono esaminare la propria vita.
  • Avvertimento contro l'indegnità: partecipare alla Cena del Signore in modo indegno è un peccato. 

TESTI BIBLICI PARALLELI

Antico Testamento

  • Esodo 12,1-28: Istituzione della Pasqua ebraica, con il sacrificio dell'agnello e il simbolismo del pane azzimo e delle erbe amare.
  • Isaia 53,4-6: Il Servo sofferente di Dio che porta su di sé i peccati del mondo.
  • Zaccaria 9,9-11: Il Messia che entra in Gerusalemme su un asino.
  • Malachia 1,10-11: Un sacrificio puro che sarà offerto in ogni luogo.

Nuovo Testamento

  • Matteo 26,17-29: Il racconto dell'Ultima Cena secondo Matteo, con l'istituzione dell'Eucaristia.
  • Marco 14,12-25: Il racconto dell'Ultima Cena secondo Marco, con l'istituzione dell'Eucaristia.
  • Luca 22,7-23: Il racconto dell'Ultima Cena secondo Luca, con l'istituzione dell'Eucaristia.
  • Giovanni 13,1-38: Il racconto dell'Ultima Cena secondo Giovanni, con la lavanda dei piedi e il discorso di addio di Gesù.
  • Atti 2,42-47: La prima comunità cristiana celebra la Cena del Signore. 
  • Ebrei 9,11-15: Il sacrificio di Gesù come compimento dei sacrifici dell'Antico Testamento.
  • 1 Pietro 1,18-19: Il sangue di Cristo come riscatto dai peccati.

INTERPRETAZIONI SINTETICHE

Sinottici (Matteo, Marco e Luca)

  • Concentrazione sull'istituzione dell'Eucaristia: parole di Gesù che identificano il pane e il vino con il suo corpo e il suo sangue.
  • Enfasi sul sacrificio di Gesù: il pane e il vino come simboli del corpo spezzato e del sangue versato per la redenzione dei peccati.
  • Comando di ricordare: invito a ripetere questo pasto in memoria di Gesù.

Giovanni

  • Simbolismo più elaborato: il pane come "carne" e il vino come "sangue" di Gesù.
  • Discorso di addio di Gesù: il pane e il vino come simboli dell'amore di Dio e del nuovo patto.
  • Enfasi sull'unione con Cristo: mangiare il pane e bere il vino significa rimanere uniti a Gesù.

Conclusione

La dottrina di Paolo sulla "cena del Signore" si basa su una ricca tradizione di testi biblici, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento. I testi paralleli offrono diverse sfumature e approfondimenti su questo importante sacramento cristiano.

QUALCHE APPROFONDIMENTO

A.        1 Corinzi 11,23

Paolo afferma di aver "ricevuto dal Signore" la tradizione sull'Eucaristia che poi ha trasmesso ai Corinzi. Per comprendere il significato di questa affermazione, è importante esaminare il contesto storico e letterario del versetto.

Contesto storico

La Prima Lettera ai Corinzi fu scritta da Paolo intorno all'anno 54 d.C., circa 20 anni dopo la morte di Gesù. In quel periodo, la Chiesa era ancora agli inizi e le comunità cristiane erano sparse in diverse città del Mediterraneo. La lettera di Paolo ai Corinzi affronta diverse questioni teologiche e di comportamento all'interno della comunità.

Contesto letterario

Il versetto 23 si trova all'interno di una sezione della lettera in cui Paolo tratta il tema dell'Eucaristia. Nei versetti precedenti, egli ha descritto l'istituzione dell'Eucaristia da parte di Gesù durante l'Ultima Cena. Nel versetto 23, Paolo afferma di aver ricevuto questa stessa tradizione direttamente dal Signore.

Significato di "ho ricevuto dal Signore"

L'affermazione di Paolo può essere interpretata in diversi modi:

1. Rivelazione diretta

Alcuni studiosi ritengono che Paolo abbia ricevuto la tradizione sull'Eucaristia attraverso una rivelazione diretta da parte di Gesù risorto. Questa interpretazione si basa sull'idea che Paolo fosse un apostolo scelto da Dio e che, come tale, avesse avuto un accesso privilegiato alla conoscenza di Gesù.

2. Tradizione orale

Altri studiosi ipotizzano che Paolo abbia ricevuto la tradizione sull'Eucaristia attraverso la tradizione orale della Chiesa primitiva. In questo caso, Paolo avrebbe appreso la formula eucaristica da altri apostoli o da discepoli di Gesù.

3. Istruzione divina

È anche possibile che Paolo intenda dire che la sua comprensione dell'Eucaristia sia frutto di una profonda riflessione teologica e di una intensa preghiera. In questo senso, l'affermazione "ho ricevuto dal Signore" potrebbe indicare un'illuminazione divina che ha permesso a Paolo di comprendere il significato più profondo dell'Eucaristia.

Conclusione

L'esatta modalità con cui Paolo "ricevette dal Signore" la tradizione sull'Eucaristia rimane incerta. Tuttavia, è chiaro che egli considerava questa tradizione come un insegnamento di grande importanza da trasmettere alla comunità di Corinto. L'Eucaristia, infatti, rappresenta il cuore della fede cristiana e un momento di profonda comunione con Dio e con i fratelli. 

B.    1 Corinzi 11,25

"Fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me"

L'esortazione di Paolo "fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me" (1 Corinzi 11,25) racchiude un significato profondo e multiforme, che si estende ben oltre il semplice atto di bere il vino durante l'Eucaristia.

1. Il contesto

L'affermazione si trova all'interno di un passaggio in cui Paolo descrive l'istituzione dell'Eucaristia da parte di Gesù durante l'Ultima Cena. Dopo aver preso il pane e il vino, Gesù li ha offerti ai suoi discepoli, dicendo: "Questo è il mio corpo... Questo è il mio sangue... Fate questo in memoria di me".

2. Il significato di "in memoria di me"

L'espressione "in memoria di me" non significa semplicemente ricordare Gesù, ma piuttosto rivivere il suo sacrificio e la sua vittoria sulla morte. L'Eucaristia è un memoriale, ma non statico: è un atto di fede che ci permette di entrare in comunione con Cristo e di attualizzare il suo sacrificio nella nostra vita.

3. "Fate questo"

L'imperativo "fate questo" non si limita ai gesti rituali del pane e del vino, ma abbraccia l'intera vita del cristiano. Ci viene chiesto di vivere in memoria di Cristo, ossia di conformarci alla sua volontà, di amare il prossimo come lui ha amato noi, e di testimoniare il suo Vangelo nel mondo.

4. "Ogni volta che ne bevete"

L'Eucaristia non è un evento occasionale, ma un appuntamento regolare che alimenta la nostra fede e ci sostiene nel cammino cristiano. La celebrazione eucaristica ci ricorda che la nostra vita è in Cristo e che da lui riceviamo la forza per vivere secondo il suo insegnamento.

Conclusione

L'esortazione di Paolo "fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me" è un invito a vivere in comunione con Cristo e a fare della nostra vita un memoriale del suo amore. L'Eucaristia è il sacramento che ci permette di attingere a questa grazia e di alimentare la nostra fede, speranza e carità.

Alcuni spunti di riflessione:

  • Come possiamo vivere in memoria di Cristo nella nostra vita quotidiana?
  • In che modo l'Eucaristia ci aiuta a conformarci alla volontà di Dio?
  • Come possiamo rendere l'Eucaristia un momento di vera comunione con Cristo e con i fratelli? 

C.    1 Corinzi 11,26

"Ogni volta che mangiate... e bevete... voi annunciate la morte del Signore finché egli venga": un'interpretazione nel contesto celebrativo, apostolico e missionario

Le parole di Gesù riportate da Paolo in 1 Corinzi 11,26 assumono un significato profondo e sfaccettato se analizzate all'interno del contesto celebrativo, apostolico e missionario.

1. Contesto celebrativo

Nel contesto dell'Eucaristia, l'atto di mangiare il pane e bere il vino diventa un'azione simbolica che proclama la morte e la risurrezione di Cristo. I cristiani, riuniti in assemblea, non solo ricordano il sacrificio di Gesù, ma lo rendono presente in modo sacramentale, annunciando la sua vittoria sulla morte e la sua promessa di salvezza.

2. Contesto apostolico

L'Eucaristia alimenta la fede e la missione degli apostoli. Nutriti dal corpo e dal sangue di Cristo, essi sono inviati nel mondo a predicare il Vangelo e a testimoniare l'amore di Dio. L'Eucaristia diventa quindi fonte di forza e di speranza per gli apostoli nel loro impegno di evangelizzazione.

3. Contesto missionario

L'Eucaristia è anche un momento di comunione tra tutti i cristiani, che provengono da diverse culture e tradizioni. Celebrando insieme l'Eucaristia, i cristiani si riconoscono come un solo corpo in Cristo e si impegnano a portare la sua luce nel mondo. L'Eucaristia diventa quindi un segno di unità e di speranza per l'intera umanità.

Interpretazione

Le parole di Gesù "ogni volta che mangiate... e bevete... voi annunciate la morte del Signore finché egli venga" possono essere comprese come un invito a:

  • Celebrare la memoria di Cristo: L'Eucaristia non è un semplice rito, ma un memoriale che rende presente il sacrificio di Cristo e la sua vittoria sulla morte.
  • Proclamare la salvezza: L'Eucaristia è un annuncio della salvezza donata da Cristo all'umanità. Attraverso l'Eucaristia, i cristiani proclamano la buona novella del Vangelo.
  • Alimentare la fede e la missione: L'Eucaristia è fonte di forza e di speranza per i cristiani impegnati nella loro missione di evangelizzazione.
  • Vivere in comunione: L'Eucaristia è un momento di comunione tra tutti i cristiani, che si riconoscono come un solo corpo in Cristo. 

Conclusione

Le parole di Gesù riportate da Paolo in 1 Corinzi 11,26 offrono una ricca e profonda comprensione del significato dell'Eucaristia. L'Eucaristia è un momento di celebrazione, di proclamazione, di nutrimento e di comunione che alimenta la fede e la missione dei cristiani nel mondo.

[Gemini]

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