Paolo e Diritto Canonico: La Grazia Contro la Legge
Analizza il drammatico parallelismo storico e spirituale in cui la Legge diventa strumento di condanna e persecuzione: confronta la figura di Cristo condannato a morte in nome della Legge e della religione del Tempio, l'apostolo Paolo ripetutamente braccato e perseguitato dai Giudei in base alle prescrizioni legali, ei tribunali dell'Inquisizione Romana che nel corso dei secoli hanno colpito e condannato in nome dell'ortodossia canonica e della norma istituzionale, contrapponendo a tutto ciò la radicale e sovversiva libertà del kerygma e della grazia gratuita.
>Questo studio mette a confronto la visione teologica di san Paolo nelle lettere ai Galati e ai Romani con l'impostazione del Diritto Canonico attuale, ponendo in luce una tensione strutturale e teologica di fondo. La riflessione paolina definisce la salvezza come un evento di pura grazia accolto nella fede, che libera il cristiano dalla logica del precetto per inserirlo in una comunità viva: un solo Corpo con molte membra legate a Cristo Capo e la sposa dell'Agnello. > Al contrario, il Codice di Diritto Canonico esprime una struttura formale e istituzionale, sociale, storicamente erede del diritto romano-imperiale e legata all'assetto dello Stato Vaticano. Dal confronto emerge un'irriducibile distanza tra la logica del controllo burocratico e dell'osservanza di norme e l'evento pasquale della giustificazione gratuita, richiamando la Chiesa a non sostituire la misura (pedagogia) della legge alla dinamica assoluta dello Spirito.
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