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1 Timoteo 4,1-5,2 e Diritto Canonico: Vangelo, Legge e la Santità del Creato

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La comparazione tra il testo di 1 Timoteo 4,1 - 5,2 e il Codice di Diritto Canonico evidenzia come la legislazione ecclesiale romana contemporanea cerchi di tradurre in norme disciplinari le intuizioni e gli avvertimenti teologico-pastorali dell'epistolario paolino (canonico, ispirato!). Sebbene il linguaggio e i procedimenti del diritto canonico si distinguano per natura e finalità dall'esortazione biblica, la fondamentale attenzione alla cura della coscienza, alla retta dottrina e al servizio pastorale rimane l'asse portante che collega l'antica disciplina apostolica alla vita giuridica della Chiesa di oggi. Tuttavia, questo confronto fa emergere una tensione mai del tutto risolta tra la rigidità della norma giuridica e la novità radicale della Fede: prima di strutturarsi in dottrina formalizzata o in disciplina canonica, il Vangelo si rivela come evento e kērygma — "annuncio" vivo di Gesù Cristo, unica Via, Verità e Vita (Gv 14,6) e unico Signore dei vivi ...

Dogma dell'Assunzione: Un'analisi critica tra Scrittura, Tradizione e la "Gelosia" di Paolo di Tarso per Cristo

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  La fede cristiana, alle sue origini, possedeva una chiarezza liberatoria: Cristo morto, risorto e unico Mediatore tra Dio e gli uomini (1 Timoteo 2,5). Paolo di Tarso, predicando a Roma, non offrì ai convertiti un sistema dogmatico stratificato, ma la "semplicità verso Cristo" (2 Corinzi 11,2). Il presente documento intende analizzare il dogma dell’Assunzione di Maria ( Munificentissimus Deus , 1950) non come una verità isolata, ma attraverso la lente del Kerygma apostolico, interrogandosi sul rapporto tra la Rivelazione originale e le definizioni ecclesiali successive. La domanda di fondo è: può una definizione di fede della Chiesa Romana aggiungersi al Vangelo senza oscurare la sufficienza della grazia? Continua la lettura DA QUI e scarica il documento per usarlo liberamente