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Visualizzazione dei post con l'etichetta Escatologia

Gesù, Paolo e il Papa Romano: L'Escatologia Dilatata e la Frattura con il Regno di Dio Immediato

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  Esiste una distanza incommensurabile tra il movimento messianico nato sulle strade della Galilea e l'odierna struttura del Papato romano. Da un lato vi è il Gesù storico di Luca 9,57-62, che proclama l'urgenza indilazionabile del Regno di Dio, chiedendo un discepolato spogliato di ogni sicurezza materiale e familiare; dall'altro vi è la cattedra di Roma, erede dell'apparato giuridico, politico e sacrale dell'Impero Romano. Il punto di svolta teologico di questa frattura risiede nell'interpretazione dell'escatologia. Il kerygma paolino annuncia la morte e risurrezione di Cristo come il giudizio definitivo sulle istituzioni gerarchiche civili e religiose esistenti (la "fine del vecchio mondo" babelico, babilonico, ebraico, greco e romano) e l'inaugurazione della kainè ktisis (la nuova creazione), in cui l'uomo nuovo riconosce come unico capo, profeta, re e sacerdote definitivo Gesù Cristo, Figlio di Dio. Tuttavia, con il ritardo percepito ...

Giustizia, Misericordia e Fedeltà: Oltre il Legalismo, la Rivelazione Cristologica

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  Il problema ermeneutico posto da Matteo 23,23 risiede nella tensione perenne tra l'istanza profetica e la cristallizzazione in sistemi rituali, analogamente alla dialettica tra la Legge e la prassi interpretativa rabbinica. La figura di Gesù, lungi dal configurarsi come una mera abrogazione della Legge, opera una radicale decostruzione della prassi legalistica, finalizzata al ripristino dell'essenzialità teologica: giustizia, misericordia e fedeltà. L'interpretazione ecclesiale non può prescindere dal Kerygma pasquale, unico fulcro ermeneutico legittimo. Ogni tentativo di ridurre il messaggio evangelico a dottrina o tradizione umana costituisce un regresso alla logica del «vecchio Adamo», che ricerca sicurezze nell'immanenza del rito. La piena rivelazione di Dio, inaccessibile alla sola mediazione mosaica, si attua esclusivamente nel Figlio; egli, come Via, Verità e Vita, costituisce l'unico orizzonte in cui la conoscenza del Padre è sottratta all'oscurità del...

Padre Leonardo Castellani: Fede cristiana tra Escatologia, Profezia e Persecuzioni — Un Confronto con Paolo apostolo

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  Esiste un filo rosso, sottile e doloroso, che lega Padre Leonardo Castellani all'Apostolo delle Genti. Entrambi hanno vissuto un'esistenza segnata da un'affinità elettiva nel segno della persecuzione e dell'espulsione. Come Paolo fu costretto a rompere con la Sinagoga per seguire la via di Cristo, diventando "scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani", così Castellani subì il trauma dell'allontanamento dalla Compagnia di Gesù, l'istituzione che egli amava e che lo aveva solidamente formato come teologo. Questa comune condizione di esiliati dalle proprie istituzioni non è un semplice dato biografico, ma la cifra stessa del loro destino cristiano: la verità del Vangelo, vissuta integralmente, sembra inevitabilmente condurre al conflitto con le strutture religiose che, nate per custodirla, rischiano di soffocarla sotto il peso del fariseismo, ipocrisia, legalismo o della truffa politica. Continua la lettura e scarica DA QUI il documento per usarlo...

Costruire insieme Gerusalemme: La Chiesa come alternativa alle Babilonie della storia

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  Il presente studio approfondisce la tensione dialettica tra Babele, quale emblema dell'autosufficienza umana e del dominio idolatrico, e la Gerusalemme celeste, espressione della grazia e della libertà paolina. Mediante l'analisi della vocazione profetica della Chiesa, lo scritto stimola le comunità cristiane a emanciparsi dalle logiche oppressive del secolo presente, esortandole a manifestare sin d'ora la propria cittadinanza in una patria alternativa fondata sul principio del dono della vita eterna. Continua la lettura DA QU I e scarica il documento per usarlo liberamente