Intenzionalità e Interiorità nella Bibbia: Guida all'Ermeneutica Biblica e Paolina
Nel panorama teologico ed ermeneutico contemporaneo, una delle sfide più radicali consiste nel riflettere sull'effettiva corrispondenza tra le forme visibili dell'esperienza religiosa e la disposizione profonda del soggetto. Il testo biblico si presenta, fin dalle sue stratificazioni più antiche, come una costante e drammatica denuncia del rischio di reificazione del sacro: la tendenza umana a rifugiarsi in garanzie esteriori, apparati rituali e formule verbali rassicuranti ma prive di reale intenzionalità spirituale. Questa dinamica pone una drammatica questione ermeneutica: in che modo l'esperienza della fede può custodire il primato della coscienza e dell'interiorità senza scadere nell'ipocrisia formalistica o, all'opposto, in un intimismo privo di incarnazione? - La serrata critica biblica al formalismo conserva una prorompente attualità di fronte alle derive dell'odierno contesto ecclesiale. Sempre più spesso la prassi pastorale si misura con il riaffiorare di forme di religiosità ridotte a puro apparato esteriore: un ritorno rassicurante al devozionalismo feticistico, all'ipertrofia degli oggetti e delle statue, a estetismi d'impronta neo-barocca e a forme di ritualismo che rischiano di anestetizzare la coscienza morale anziché sollecitare una genuina conversione del cuore.

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