Economia e Vangelo secondo san Paolo

 



La figura di Paolo emerge oggi come il riferimento imprescindibile per una Chiesa chiamata a uscire dalle "sabbie mobili" di un compromesso diplomatico che rischia di trasformare il Vangelo in una sapienza mondana (sophia logou). Rispetto alla dottrina sociale contemporanea, che spesso cerca il dialogo attraverso un'etica razionale comune, l'attualità di Paolo risiede nella radicalità del suo kerygma: la Croce come unico fondamento (Themélios) che giudica ogni istituzione. La "timidezza" di una Chiesa che teme di apparire "fondamentalista" agli occhi dell'Illuminismo imperante trova in Paolo l'antidoto: la fedeltà radicale al Cristo "nudo e crudo", che rende ogni cristiano un martire (testimone) della verità. L'attualità evangelica di Paolo risiede dunque nel suo richiamo alla libertà dal mondo: la Chiesa non esiste per "farsi accettare" attraverso il compromesso, ma per essere una minoranza creativa che, fondata sulla Roccia della Risurrezione, testimonia la possibilità di un'alternativa radicale, dove l'obbedienza a Dio (peitharchein Theō) prevale su ogni autorità umana, politica o religiosa: è il Risorto che chiama a uscire dal Kosmos per edificare la Polis celeste.

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