Dio vende il suo popolo senza guadagno - svende


DIO SVENDE IL SUO POPOLO
מָכַר (mākar) in  תִּמְכֹּֽר־עַמְּךָ֥  di Salmo (ebraico) 44,13


CONTESTO
versetto prima
“Ci hai consegnati - Signore - come pecore da macello, ci hai dispersi in mezzo alle genti.”

versetto dopo
“Hai fatto di noi il disprezzo dei nostri vicini, lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.”

VERSO
SALMO 44,12(13)
"Hai svenduto il tuo popolo [בְלֹא־ה֑וֹן תִּמְכֹּֽר־עַמְּךָ֥ - ἀπέδου τὸν λαόν σου ἄνευ τιμῆς  - Vendidisti populum tuum sine lucro - - You sold your people for a pittance] per una miseria, sul loro prezzo non hai guadagnato."

1 > tim-kōr- > תִּמְכֹּֽר־ > sell
2 > ‘am-mə-ḵā > עַמְּךָ֥ > Your people
3 > ḇə-lō- > בְלֹא־ > in no
4 > hō-wn; > ה֑וֹן > sufficiency
5 > wə-lō- > וְלֹ֥א־ > and not
6 > rib-bî-ṯā, > רִ֝בִּ֗יתָ > do increase >
7 > bim-ḥî-rê-hem. > בִּמְחִירֵיהֶֽם׃ > by their sale


NOTE FILOLOGICHE

(1) תִּמְכֹּֽר (timkōr)
è forma qal, imperfetto, 2a persona maschile, al singolare di מָכַר "vendere" (Gen 47,20; 25,31), o "consegnare" (1Sam 12,9: il popolo). Ricorre in circa 80 vv, da Gen 25,31 (Giacobbe disse a Esaù: «Vendimi [מִכְרָ֥ה- ἀπόδου-vende-sell] subito la tua primogenitura») a Zc 11,5 (“…che i compratori sgozzano impunemente e di cui i venditori [וּמֹכְרֵיהֶ֣ן- οἱ πωλοῦντες- qui vendunt-they that sell] dicono: “Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito”); cfr. Sal 105,17 (“Davanti a loro mandò un uomo, Giuseppe, venduto come schiavo.” – In Gen 25,31, מָכַר è interpretato con ἀποδίδωμι, “restituire, dare indietro”.

(2) עַמְּךָ֥ (‘am-mə-ḵā)
L’espressione, “il tuo popolo”, la Bibbia della CEI 2008, la registra in 80 vv, da Es 5,23 (“Da quando sono venuto dal faraone per parlargli in tuo nome, egli ha fatto del male a questo popolo, e tu non hai affatto liberato il tuo popolo!»”) fino a Abacuc 3,13 (“Sei uscito per salvare il tuo popolo, per salvare il tuo consacrato. Hai demolito la cima della casa del malvagio, l'hai scalzata fino alle fondamenta.”). Non ricorre nel NT.


(3-4) בְלֹא־ה֑וֹן (bĕlōʾ-hôn -  velo-hon)
lett. “in-non-prezzo”; l’espressione, o sintagma, composto di tre lemmi, non ricorre altrove nella Bibbia ebraica. La LXX ha: δωρεὰν ἐπράθητε (cfr. δωρεὰν ἐπράθητε, “gratis siete stati venduti”, in Is 52,3); la NOV ha: “sine lucro”, la CEI: “per una miseria”; NKJ: “for next to nothing”. La traduzione quindi di הוֹן, usato in almeno 27 vv del testo masoretico (Dt 1,41 – Ez 27,33), è τιμή (the Septuagint for עֵרֶךְ a valuing, rating כָּבוֹד, יְקָר, הָדָר;   a valuing by which the price is fixed; hence, the price itself) nella LXX e “lucrum” (gain, profit, avarice ) nella NOV.


(5-6) וְלֹ֥א־רִ֜בִּ֗יתָ (wĕlōʾ-ribbîtā  -  welo-ribbitha)
lett. “e – non – aumentasti”; le 3 parole non ricorrono insieme altrove. - La LXX interpreta, questo sintagma, con καὶ οὐκ ἦν πλῆθος (“e non era abbondanza”); la NOV: “nec ditior factus es” (né più ricco ti sei fatto); la NKJ ha: “And are not enriched”, mentre la CEI 2008 ha: “non hai guadagnato”. - Il verbo רָבָה (increase, become numerous, become great, multiply), come radice triconsonantica è presente in 178 vv del testo ebraico, in 75 forme diverse, più di 190 volte, da Gen 1,22 (“Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi [וּרְב֗וּ - κα πληθνεσθε –et multiplicamini - and multiply] e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra») [Nota nel v. la ripetizione del verbo e i sinonimi] a Zc 10,8 (“Con un fischio li chiamerò a raccolta, quando li avrò riscattati, e saranno numerosi [וְרָב֖וּ כְּמ֥וֹ  רָבֽוּ׃ - et multi erunt-and they shall increase] come prima”) [Nota: anche qui il verbo è ripetuto 2 volte in ebraico; non riporto l’equivalente greco, latino o inglese della seconda volta].


(7) בִּמְחִירֵיהֶֽם (bimchîrêhem)
lett. – “in – prezzi di loro”; LXX: ἐν τοῖς ἀλλάγμασιν αὐτῶν; NOV: “in commutatione eorum”; KJV: “by their price”; CEI 2008: “sul loro prezzo”. Quindi מְחִיר (price, hire, Mehir; sf. מְחִירָהּ; pl. sf. מְחִירֵיהֶם: — 1. equivalent value (in barter), (market) price, in 1K 10:28; — 2. money, in Mi 3:11; — 3. metaph.: in recompense (for sins) in Je 15:13) è interpretato come “commutatio” in latino, dalla CEI come “prezzo” in italiano. Il termine ebraico ricorre ancora in Dt 23,19; 2 Sam 24,24; 1 Re 10,28; 21,2; 1 Cr 4,11; 2 Cr 1,16; Gb 28,15; Sal 44,13; Pr 17,16 (“A che serve il denaro in mano allo stolto? Per comprare la sapienza, se non ha senno?”); 27,26; Is 45,13; 55,1; Ger 15,13; Lam 5,4; Dn 11,39; Mi 3,11. L’equivalente greco, λλαγμα (prezzo, costo) non ricorre mai nel NT, ma solo nella LXX: Lv 27,10.33; Dt 23,19; 2 Sam 24,24; 1 Re 10,28; Sal 43,13; Gb 28,17; Sir 2,4; Sal Salomone 17,6; Am 5,12; Is 43,3; Lam 5,4 (“La nostra acqua beviamo a pagamento, dobbiamo acquistare la nostra legna.”).


PARALLELI

Dt 32,30 (“Non è forse perché la loro Roccia li ha venduti, il Signore li ha consegnati?”); Gdc 2,14; 3,8; Is 52,3-4 (v. 3: “Poiché dice il Signore: «Per nulla foste venduti e sarete riscattati senza denaro».”); Ger 15,13


CONCLUSIONI PROSPETTICHE
  • Dio è fedele al suo popolo, ma quanto (o più?) il suo popolo è fedele all’alleanza con lui. In genere le alleanze con Dio il popolo le dimentica: è un rischio mortale?
  • Anche la chiesa con il papa in testa può diventare infedele al suo Sposo, il Cristo – del quale essa è il corpo?
  • Anche la svendita dello Stato Vaticano potrebbe diventare una forma di avvicinamento alla nuova alleanza – tra Cristo e la chiesa tra le genti. a.c. - 28 novembre 2017

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