Destinazione della Famiglia Paolina è Dio


Secondo 3 maestri speciali

1. PARLA IL NOSTRO PRIMO MAESTRO
(b. G. Alberione, 1884-1971)

"Nella formazione fissare la meta da raggiungere,
descriverla così bene che  impressioni.
Chi si  mette in viaggio deve prima determinare dove vuole arrivare.
Ora i novissimi  servono a questo nel viaggio della vita:morte, giudizio particolare, paradiso, inferno, risurrezione  finale,
giudizio  universale, eternità.
Predicarli spesso e in modo accetto e pratico,
perché hanno  un buon  effetto anche psicologico;
Gesù Maestro ce ne è il sapiente modello."

[Introduzione al Capitolo Società San Paolo: Vocazioni:
Il ruolo dei novissimi  nella  formazione] aprile 1957in Carissimi in San Paolo, 1971, p. 161

notabene

il 1° febbraio 1957, il fratello del Primo Maestro, Francescomorto a Riva di Bra, è sepolto nel cimitero di Bra. Il 27 febbraio G. Alberioneè ricevuto in udienza speciale da Pio XII, il quale, il 20 giugno gli scriveràuna lettera, Ea consideratione, per il 50° di sacerdozio che il Primo Maestrocelebrerà solennemente il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo.Nel 1957 le Edizioni Paoline italiane pubblicano l’Enciclopedia Cattolica dell’Uomo d’Oggi (150 volumi tr. dal fr.)diretta da Henri Daniel-Rops.


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2. PARLA PAOLO IL MAESTRO NELLA FEDE CRISTIANA


*** mi protendo in avanti, assieme a tutte le chiese

12 Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione;
ma mi sforzo di correre per conquistarla,
perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù.
13 Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata.
So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle
e proteso verso ciò che mi sta di fronte,
14 corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù,
in Cristo Gesù.
15 Tutti noi, che siamo perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti;
se in qualche cosa pensate diversamente,
Dio vi illuminerà anche su questo.
16 Intanto, dal punto a cui siamo arrivati, insieme procediamo.
17 Fratelli, fatevi insieme miei imitatori
e guardate quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi.
18 Perché molti – ve l'ho già detto più volte e ora,
con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto
 – si comportano da nemici della croce di Cristo.
19 La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio.
Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi
e non pensano che alle cose della terra.
20 La nostra cittadinanza infatti è nei cieli
e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo.
(Filippesi 3,12-20)

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3. PARLA GESÙ MAESTRO
NOSTRA UNICA VIA

*** nell’ultima cena prima di andare al Padre

1 Prima della festa di Pasqua Gesù,
sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre,
avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
2 Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda,
figlio di Simone Iscariota, di tradirlo,
3 Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani
e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,
4 si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano
e se lo cinse attorno alla vita.
5 Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò
a lavare i piedi dei discepoli
e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.

(Giovanni 13,1-5)
*** i samaritani si rifiutano di ricevere Gesù

Luca 9,51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme ...

*** entrare per la porta stretta

Luca 13,22 Passava insegnando per città e villaggi,
mentre era in cammino verso Gerusalemme.

*** la parabola delle 10 mine, consegnata una per ciascuno dei servi:

Luca 19,22 Gli rispose [al servo timoroso e improduttivo]:
“Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio!
Sapevi che sono un uomo severo, che prendo
quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:
23 perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca?
Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi”.
24 Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d'oro
e datela a colui che ne ha dieci”.
25 Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”.
26 “Io vi dico: A chi ha, sarà dato;
invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.
27 E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re,
conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
28 Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti
salendo verso Gerusalemme [dove lo uccideranno].

Angelo Paolo Colacrai (a cura di)


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